Sanità

gen172018

Rurali e turni di notte, Mana (Piemonte): il servizio per sopravvivere deve produrre utili e non perdite

Rurali e turni di notte, Mana (Piemonte): il servizio per sopravvivere deve produrre utili e non perdite
Nei piccoli centri, soprattutto montani, è troppo semplicistico pensare di mettere una farmacia di turno in più per risolvere il problema di accesso al servizio, la farmacia non è pagata per il turno che fa e, se si continua a consegnare farmaci di valore e quelli per gli anziani cronici attraverso la distribuzione diretta, i piccoli paesi rimarranno senza farmacia: un servizio per sopravvivere deve produrre utili e non perdite. Così Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte e di Federfarma Cuneo, che già la scorsa estate aveva sollevato l'eccesso di ricorso alla Diretta proclamando una giornata di serrata delle farmacie di Cuneo, risponde al sindaco Silvano Dovetta di Venasca e presidente dell'Unione montana Valle Varaita, che sulla stampa locale ha ventilato l'opportunità di avere sempre una farmacia aperta a rotazione nei paesi delle vallate del cuneese, prendendo spunto da una cittadina che aveva lamentato quanti km aveva dovuto percorrere la notte di Capodanno per trovare una farmacia aperta e acquistare un farmaco. «Vogliamo che le persone rimangano in montagna, ma quali servizi possiamo offrire loro? - scrive il sindaco - Penso sia quantomeno doveroso riflettere sulle difficoltà che devono affrontare le fasce di popolazione più deboli e disagiate, e non dimentichiamo che il tema della salute tocca in modo particolare anziani e bambini. È necessario l'impegno di tutti per modificare le leggi che non garantiscono la tutela della componente più debole della popolazione». La soluzione non è così semplice, risponde Mana, in una lettera: «Occorre anche capire cosa è successo nell'arco degli ultimi anni nel governo della spesa farmaceutica. Da anni nella nostra piccola comunità (Asl Cn 1) è invalsa l'abitudine di dispensare farmaci in dimissioni ospedaliere, dopo visita specialistica e anche di servire le case di riposo direttamente, togliendo a una piccola farmacia di Paese (di montagna oppure no) la linfa vitale per poter continuare a dare un buon servizio. Risultato finale: se si è di turno non si dispensa nemmeno un farmaco dietro prescrizione medica, ma solo paracetamolo e ibuprofene che l'Asl non distribuisce. È abbastanza avvilente passare la giornata festiva o durante un turno notturno in farmacia e sentirsi dire, no questo non me lo dia, questo nemmeno, questo no perché me lo ha già dato all'ospedale, mi dia solo l'antidolorifico iniettabile che non me l'hanno dato. Già l'antidolorifico iniettabile di solito richiede ricetta non ripetibile: le hanno fatto la ricetta? No, ma me lo deve dare lo stesso.... E poi mi dia una tachipirina... Occorre ricordare che nessun pronto soccorso dimette pazienti con una ricetta ma solo con una lettera di dimissioni che dovrebbe essere trascritta in una ricetta da un medico. Non ricordo che questo avvenga durante la notte piuttosto che di sabato o domenica. Per non intasare il pronto soccorso ci vorrebbe una gestione del territorio diversa, ma questo vuol dire che il territorio deve essere considerato sempre e non solo quando fa comodo. Oggi la tendenza dell'Amministratore pubblico Regione e Asl è quella di abbattere costi, distruggendo il territorio. Continuando di questo passo e consegnando i farmaci di valore e quelli per gli anziani cronici nelle case di Riposo attraverso la distribuzione diretta i nostri paesi (e siamo la provincia con il più alto numero di piccoli comuni) rimarranno senza farmacia, perché un servizio deve per sopravvivere produrre utili e non perdite. È una scelta politica importante, se si vuole avere un territorio attivo va conservato e preservato e occorre investire, se invece conta solo il risparmio immediato non lamentiamoci se oggi si fanno 50 km per un farmaco e domani se ne faranno 70 - 80 km». In occasione della protesta contro l'eccessivo ricorso alla Diretta, Mana aveva denunciato un calo di fatturato tra il 20 e il 50% per le farmacie nel Cuneese rispetto al resto del Piemonte e che nel giro di una quindicina di mesi la diretta aveva assorbito il 25% della Dpc.


Simona Zazzetta
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