Sanità

feb232017

Salute, il valore delle imprese francesi che operano in Italia

Salute, il valore delle imprese francesi che operano in Italia
Sostenere iniziative per rafforzare l'impulso all'innovazione del settore delle scienze e delle attività legate alla salute, quadro di politiche industriali che favoriscano la cooperazione fra Francia e Italia. Questi i temi al centro dell'incontro organizzato dal Club Santé Italie, rappresentanza italiana che raggruppa 50 imprese francesi della salute direttamente presenti in Italia, tenutosi martedì 21 febbraio presso l'Ambasciata di Francia a Roma Nel corso dell'evento è stato presentato il report "Il valore creato in Italia dalle filiali francesi della salute", risultato di un'indagine condotta da KPMG che illustra la presenza importante delle imprese transalpine che, con 3 miliardi di euro di fatturato annuo, 10.000 dipendenti diretti e 340 mln d'€ di contributi fiscali versati, rappresentano una leva significativa di crescita e di lavoro per l'Italia. KPMG ha anche calcolato l'impatto indiretto di questa presenza tenendo conto dei fornitori italiani coinvolti nelle attività delle imprese "francesi". Le persone occupate salgono in questo caso a 19.000, e i contributi fiscali a 485 mln di euro. In termini qualitativi emerge anche dal rapporto la posizioni di rilievo che le imprese francesi ricoprono sia nel settore delle specialità farmaceutiche con imprese come Sanofi, Servier, Ipsen, Pierre Fabre Pharma, Thea Pharma, Stallergenes o la specialista dell'omeopatia Boiron sia in quello dei dispositivi medicali, con Air Liquide Healthcare, bioMérieux, Guerbet, Sebia, Stago o Vygon. Terzo pilastro del settore della salute, quello dell'assistenza socio-sanitaria agli anziani nel quale i gruppi francesi vantano un'esperienza riconosciuta con Korian, Orpea o Colisée/Isenior. «Negli ultimi anni, in Italia si è assistito a un utilizzo sempre più ampio dei medicinali omeopatici in molti ambiti, da parte di medici e farmacisti che si avvalgono di questi farmaci in maniera esclusiva, laddove opportuno, o in integrazione» ha commentato Silvia Nencioni, AD e Presidente di Boiron Italia. «Tuttavia, rispetto ad altri Paesi europei dove Boiron è presente, soffriamo ancora di pesanti limitazioni che rallentano il nostro sviluppo. Le nostre specialità omeopatiche, per esempio, altrove sono medicinali OTC e possono essere pubblicizzate al pubblico. In Italia, invece, questo non è ancora consentito; inoltre, sul foglietto illustrativo non sono indicati né posologia, né indicazioni terapeutiche. Immaginate che difficoltà per i pazienti che utilizzano questi medicinali». Le aziende francesi nella loro diversità e complementarità gestiscono in Italia 13 siti produttivi e 69 strutture assistenziali. Puntano sull'innovazione come leva di sviluppo e contribuiscono allo sviluppo del sistema sanitario italiano, riconosciuto come uno dei più efficiente al mondo e tra i più virtuoso in Europa. Thibaud Eckenschwiller, coordinatore del Club Santé, nonché Presidente e Amministratore Delegato di Ipsen Italia, ha spiegato: «Per fare fronte alle nuove sfide del settore della salute che derivano dalla demografia, dall'immigrazione e dalla necessità di recepire nuove cure innovative, in un contesto di razionalizzazione della spesa pubblica, le imprese del Club Santé Italie hanno avviato un dialogo con le autorità italiane per identificare nuove soluzioni per incentivare le società a investire sempre di più nella penisola. Il Club Santé Italie, nel corso dell'incontro, ha confermato la propria disponibilità a prolungare il dialogo, già iniziato nel 2016 attraverso diversi incontri tecnici, anche nel 2017, anno importante in quanto dovrebbe essere definito un nuovo modello di governance del settore della salute».
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