FITOTERAPIA

feb222019

Santoreggia, effetti terapeutici da estratti e olio essenziale

Santoreggia, effetti terapeutici da estratti e olio essenziale

La santoreggia (Satureja spp) è un'erba che appartiene alla famiglia delle labiateae, molto usata in cucina sia come condimento che per la produzione di liquori. Anche le sue proprietà terapeutiche possono in qualche modo legarsi al mondo gastronomico. L'etimologia del nome del genere (Satureja) è incerta. Linneo la ricava da un'antica parola romana la cui radice latina "satura" significa "sazio", in riferimento alle supposte proprietà digestive dei succhi delle piante di questo genere. Altri farebbero derivare il nome da un vocabolo latino che significava "salsa" per indicare le proprietà aromatizzanti di questa pianta in cucina. Sempre dall'ambito gastronomico proviene l'ultima possibilità, facendo riferimento al "salato delle erbe", noto agli antichi e raccomandato da Virgilio come un albero eccellente da piantare vicino agli alveari. La santoreggia, infatti è anche un'ottima pianta mellifera: bottinata dalle api, vi si può ricavare del miele.

È una pianta ubiquitaria, che viene utilizzata in tutte le etnomedicine delle regioni dove cresce spontanea per risolvere piccole affezioni. Tradizionalmente è utilizzata per dolori muscolari, affaticamento e digestione difficoltosa. Alcune di queste proprietà e varietà sono state studiate in articoli scientifici. In particolare, le specie su cui si è concentrata la ricerca sono la Satureja bachtiarica, la Satureja montana e la Satureja hortensis, che sembrano le più interessanti dal punto di vista farmacologico e clinico. Gli effetti terapeutici sono attribuiti all'olio essenziale, in particolare le proprietà antibatteriche, mentre estratti della pianta (ricchi di flavonoidi e polifenoli) si sono analizzati come antiossidanti, antidiabetici e ipolipidemizzanti.

Un estratto dalle foglie di Satureja hortensis è stato studiato per le sue proprietà ipoglicemizzanti. Contenente flavonoidi, cinaroside, acido rosmarinico e acido clorogenico oltre che l'1% di olio essenziale l'estratto è stato somministrato in vivo in paragone all'arfasetina. Somministrato alla quantità di 330 mg al giorno, l'estratto è stato in grado di produrre un effetto ipoglicemizzante tanto marcato che è stato riconosciuto dal ministero della Georgia come farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2. Sia come tale, che in combinazioni con altri farmaci. L'olio essenziale, poi, è stato analizzato in combinazione con l'essenza di origano per il trattamento di infezioni da Helicobacter pylori. Somministrata con successo la miscela a colture cellulari del batterio, gli studiosi hanno deciso di testarla in vivo, raggiungendo tassi di eradicazione pari al 70%. Questo risultato non ha portato con sé rischi di tossicità o di infiammazione negli animali da esperimento. Resta da aspettare una valutazione in clinica di questi risultati per verificare se questo trattamento potrebbe essere utile anche nell'uomo.

Luca Guizzon
Farmacista esperto in fitoterapia, farmacia Campedello, Vicenza

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