Diritto

mar192019

Sanzione disciplinare illegittima. L'ordine dei farmacisti risarcisce il danno

L’Ordine, e non la Asl e/o la Regione, è stato condannato al risarcimento del danno a seguito del ricorso al Tar della titolare di una farmacia sospesa per non aver rispettato gli orari comunicati. Ecco la norme di riferimento

Sanzione disciplinare illegittima. L’ordine dei farmacisti risarcisce il danno
Decisa dal TAR la condanna al risarcimento del danno a carico dell'Ordine dei Farmacisti per oltre 11 mila euro a seguito dell'azione proposta dalla titolare di una farmacia che nel 2009 si vedeva destinataria di un provvedimento di sospensione dall'esercizio della professione e di successivo decreto dirigenziale regionale che, sul presupposto della sanzione disciplinare, disponeva la sospensione dell'autorizzazione a gestire la farmacia.
La farmacista, nel mese di maggio 2009, aveva comunicato gli orari di apertura dell'esercizio all'Ordine dei Farmacisti competente, al Comune e alla ASL di riferimento, in applicazione della normativa sulla liberalizzazione degli orari contenuta nella L.R. Campania n. 1 del 2007 e fermo restando il rispetto degli orari minimi assegnati.
Dopo nota di richiamo e varie audizioni, l'Ordine dei Farmacisti comunicava l'instaurazione di un procedimento disciplinare per asserita violazione dell'art. 3, comma 2b, dell'art. 16, comma 1, dell'art. 19, dell'art. 20, comma 4, e dell'art. 37 del codice deontologico del farmacista.
Con successiva deliberazione, il Consiglio direttivo dell'Ordine dei Farmacisti irrogava la sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio professionale per giorni trenta per violazione degli orari di servizio e dei turni di riposo del sabato.
La delibera veniva impugnata, ma la Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie decideva per il rigetto del ricorso.
Avverso la decisione della Commissione Centrale, la titolare proponeva ricorso innanzi alla Suprema Corte di Cassazione che pronunciava l'accoglimento decidendo anche nel merito, annullando il provvedimento disciplinare adottato dall'Ordine nel 2009.
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha quindi accolto la domanda risarcitoria ritenendo sussisterne i relativi presupposti a partire dall'evento dannoso, costituito dal pregiudizio subito a titolo di lucro cessante per il periodo di chiusura dell'esercizio, sostenuto dalla prova del mancato guadagno.
Si è ritenuto poi che l'ingiustizia del danno fosse resa evidente dall'illegittimità dell'atto amministrativo adottato dall'Ordine, come acclarata dalla sentenza della Cassazione, nella quale, come riportato anche dal giudice amministrativo, si era esclusa l'illegittimità e la sanzionabilità sul piano disciplinare di un comportamento che, sulla base della disciplina regionale temporalmente vigente, era invece consentito. Il TAR, in considerazione della dinamica degli accadimenti, ha invece ritenuto poter escludere una responsabilità risarcitoria in capo alla ASL e alla Regione pur chiamate in giudizio.

Avvocato Rodolfo Pacifico - www.dirittosanitario.net
Per approfondire, TAR Campania 08 marzo 2019 su www.dirittosanitario.net
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