farmaci

feb292012

Sclerosi controllata con farmaci nel 90% dei casi

Con un approccio corretto, grazie all'offerta di farmaci esistente, si possono controllare le forme normali di sclerosi multipla. C'è solo un 10% di casi più complessi che sfugge all'efficacia di queste medicine

«Con un approccio corretto, grazie all'offerta di farmaci esistente, si possono controllare le forme normali di sclerosi multipla. C'è solo un 10% di casi più complessi che sfugge all'efficacia di queste medicine». Lo afferma il presidente della Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism), Mario Alberto Battaglia, in occasione del lancio della campagna Gardenia dell'Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), per sostenere la ricerca e incrementare i servizi ai pazienti. Per il trattamento si utilizzano farmaci che agiscono sul sistema immunitario, limitandone la funzione ed evitando l'accumulo dei danni neuronali. Tra gli immunomodulanti, il trattamento più usato nelle forme recidivanti-remittenti è l'interferone beta che riduce il numero di attacchi acuti e la progressione della disabilità. Nel 2002 è stato introdotto in terapia il glatimer acetato o copolimero, una miscela di aminoacidi che preserverebbe la mielina, riducendo il numero e il volume delle lesioni provocate dalla sclerosi multipla. Gli immunosoppressori, come il mitoxantrone e la ciclofosfamide e l'azatioprina possono invece essere somministrati nelle forme più aggressive. Dal 2007, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato anche la rimborsabilità del natalizumab per il trattamento della forma recidivante-remittente e da pochi mesi è disponibile anche il primo trattamento orale, fingolimod, capostipite di una nuova classe di farmaci che agisce sul sistema immunitario. Viene impiegato nella malattia recidivante-remittente ad alta attività di malattia. A questi farmaci si aggiungono le terapie sintomatiche a base di cannabinoidi che alleviano sintomi come fatica, disabilità, disfunzioni vescicali e sessuali. Infine ci sono le terapie riabilitative motorie, le terapie psicologiche e cognitive e la terapia occupazionale. Quest'ultima ha come obiettivo la riconquista dell'autonomia, attraverso una gestione delle forze e lo sfruttamento razionale delle abilità residue.


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