Sanità

nov42008

Sclerosi multipla meno recidivante e disabilitante

Cicli annuali di trattamento con alemtuzumab, somministrato endovena in pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente in fase iniziale, riducono del 74% il rischio di recidiva e del 71% il rischio di progressione della disabilità rispetto a quanto riscontrato nei malati trattati con interferone beta-1a iniettato sottocute ad alto dosaggio. I risultati ottenuti con l'anticorpo monoclonale, nato dalla partnership tra Genzyme Corporation e Bayer Schering Pharma AG, sono stati raccolti in un trial che ha coinvolto 49 centri europei e americani 334 pazienti mai trattati in precedenza. I benefici ottenuti si sono mantenuti per almeno tre anni dall'inclusione dei malati nel trial, nonostante la maggior parte dei pazienti trattati con il farmaco avesse ricevuto l'ultima somministrazione due anni prima. Durante lo studio, sei malati trattati con alemtuzumab e uno trattato con interferone beta-1a hanno sviluppato un evento avverso grave: la porpora trombocitopenica autoimmune (PTA). Nel paziente trattato con terapia con interferone la PTA era asintomatica, ma si è protratta fino al completamento dello studio. Nell'unico caso di decesso associato al trattamento con alemtuzumab il paziente presentava invece i sintomi della PTA, ma questi non sono stati riconosciuti in tempo, ritardandone la cura. Tra i restanti casi, 4 sono stati prontamente diagnosticati, hanno risposto bene al trattamento, l'ultimo caso ha mostrato infine una remissione spontanea della PTA.
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