Sanità

apr152021

Screening in farmacia: da esperienza DiaDay possibili nuovi servizi

Screening in farmacia: da esperienza DiaDay possibili nuovi servizi

Alla campagna per lo screening diabetologico in farmacia è stato riconosciuto un valore scientifico oltre a quello sociale. Lo studio pubblicato su Journal of Public Health con coautrice Silvia Pagliacci

Alla campagna di screening DiaDay, per lo screening diabetologico in farmacia, è stato riconosciuto un valore scientifico oltre a quello sociale: l'analisi dei dati raccolti nel 2017 e nel 2018 è stata pubblicata Journal of Public Health della Oxford University Press, rivista che gode di un significativo impatto sulla comunità scientifica (Impact Factor 1.8) e che è specializzata sulle politiche sanitarie.

La pubblicazione

Lo studio, pubblicato con il titolo "Prediabetes, undiagnosed diabetes and diabetes risk in Italy in 2017-2018: results from the first National screening campaign in community pharmacies" ha confermato la capacità della farmacia italiana di generare valore sociale e sanitario. Scopo dello studio, che ha coinvolto farmacie aderenti a Federfarma su tutto il territorio italiano, era identificare soggetti potenzialmente affetti da diabete non diagnosticato, prediabete o a rischio di diabete. Per la raccolta dei dati, sono stati valutati i livelli di glucosio nel sangue capillare e il rischio di sviluppare il diabete in 10 anni (attraverso il punteggio di rischio del diabete finlandese). «La pubblicazione di questo studio è un grande riconoscimento, è la conclusione di un lavoro cominciato nel 2017, del quale è stato validato il rigore scientifico», commenta per Farmacista33 Silvia Pagliacci, coautrice dello studio, oggi presidente di Federfarma Perugia, già presidente Sunifar, «arrivare a essere pubblicati su una rivista scientifica presuppone che un progetto sia già stato pensato con rigore scientifico. Quindi vuol dire averlo già immaginato allora nel 2017, organizzando la campagna nazionale, e prima ancora in Umbria, con il progetto pilota di questo screening nato dalla collaborazione tra le farmacie umbre e il diabetologo Paolo Brunetti, con l'idea di fare prevenzione sul territorio di una malattia sempre più diffusa».

I risultati dello studio

Su 145.651 volontari, maggiori di vent'anni, senza diabete noto: il 3,6% aveva valori di glucosio indicativi di diabete non diagnosticato; in condizioni di digiuno il 39,9% e il 16,4% avevano valori indicativi di prediabete rispettivamente secondo i criteri dell'American diabetes association e dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il 19,2% di chi non aveva il diabete aveva punteggi compatibili con un rischio elevato (1: 3) e il 2,7% con un rischio molto alto (1: 2) di sviluppare la malattia; nel gruppo prediabete, il rischio è aumentato con valori di glicemia a digiuno alterati più elevati. «Dal mio punto di vista questa campagna e l'altra grande campagna di Federfarma "Abbasso la pressione" sono servite a dimostrare ai decisori politici che i farmacisti italiani potessero essere utili al Paese, il cui risultato è stato il farmacista vaccinatore», sottolinea Pagliacci.

Un primo passo

«Un risultato ottenuto grazie al lavoro di Federfarma e Fofi, ma anche a quello di tutti i farmacisti che in quest'ultimo anno non si sono risparmiati nella gestione dell'emergenza pandemica», aggiunge Pagliacci, «perché fino alla prima campagna di screening del DiaDay, nessuno aveva unito tutti i farmacisti italiani sotto lo stesso progetto, a dimostrare la forza della rete, intesa come servizio ai cittadini, ma anche in termini di economia sanitaria. Quindi il DiaDay può essere considerato il primo passo di un percorso che ha portato al finanziamento della farmacia dei servizi, fino al farmacista vaccinatore». La prevenzione in farmacia «è oggi, nel 2021, ancora più importate. Sono convinta che mai come in questo momento i farmacisti italiani debbano fare prevenzione, perché nell'ultimo anno è rimasta indietro la prevenzione di malattie croniche, oncologiche, cardiologica e del diabete. Siamo educatori sanitari sempre, e soprattutto in questo momento pandemico possiamo fare la differenza». Un nuovo servizio potrebbe essere quello di agevolare il teleconsulto in ambito diabetologico: «La pandemia ha messo a disposizione la telemedicina, uno strumento utilissimo in questa situazione che sarà da sfruttare anche in futuro, unendola alle potenzialità della rete di farmacie. Le farmacie potrebbero diventare un centro per scaricare i dati dei glucometri e collegare questi dati con il medico di medicina generale o con il centro diabetologico di riferimento, evitando in questo modo di far viaggiare il cittadino».

Chiara Romeo

Lo studio: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33837433/
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