Sanità

giu32014

Sdoppiamento illecito di farmacia comunale. Federfarma Ferrara pronta alle vie legali

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Il Comune di Ferrara, la direzione provinciale e la Regione Emilia Romagna hanno autorizzato l’ampliamento di una farmacia pubblica ma in locali non adiacenti alla sede originale «creando, di fatto, uno sdoppiamento della Farmacia comunale n.1 fuori da qualsiasi regola vigente». Questo è quanto segnala il Consiglio direttivo di Federfarma Ferrara, denunciando, come spiega Stefania Menegatti segretario del sindacato provinciale, «un atto insolito con numerose anomalie e ambiguità che rischiano di creare un grave precedente che va chiarito, corretto e totalmente cancellato». Ed è con questi presupposti che il sindacato si è rivolto «a Federfarma nazionale, regionale e a legali, in primo luogo per richiedere gli atti e prenderne visione aggiunge il segretario e poi per procedere valutando l’ipotesi di intraprendere l’iter legale».
Dagli atti, fa sapere la dottoressa Menegatti è emerso che «la direzione delle Farmacie comunali di Ferrara ha fatto richiesta all’Asl di trasferire parzialmente le attività, in particolare la vendita di parafarmaci e del servizio Cup.
Una specifica che vuole dire tutto e niente poiché non esclude altre attività oltre a quelle indicate. Tanto che, scontrini alla mano, viene effettuata la vendita di farmaci etici e a pochi giorni dall’apertura è stata anche installata una croce verde e l’insegna riportante la dicitura “Farmacia comunale”». E aggiunge: «La richiesta, che apparentemente si direbbe far riferimento all’attività di parafarmacia, quindi svincolata da norme, è stata inoltrata dalla Asl alla Regione che ha espresso un parere positivo poiché, si legge nelle motivazioni, l’organizzazione richiesta delle attività della farmacia in locali disgiunti non è in contrasto con la normativa vigente».
A complicare ulteriormente la vicenda, prosegue la dottoressa Menegatti, arriva anche il consenso del sindaco di Ferrara che «autorizza l’apertura della Farmacia comunale n.1 nei nuovi locali specificando che tali locali costituiscono parte integrante della stessa. C’è quindi un vizio di fondo, perché di fatto si tratta dell’apertura di una nuova sede farmaceutica pubblica senza che sia stata fatta alcuna procedura di assegnazione».
Secondo il sindacato, «è verosimile che si aprirà un dialogo in sede locale per trovare la soluzione alla situazione creatasi senza però perdere di vista il riconoscimento dell’illegittimità degli atti rispetto al diritto farmaceutico territoriale e la cancellazione totale di questa procedura, affinché non rappresenti un precedente a cui appellarsi in futuro».

Simona Zazzetta


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