Diritto

lug42016

Sedi aggiuntive, Tar Piemonte: sì a individuazione da Regione con criterio demografico

Potere regionale di istituzione sedi in aggiunta alle strutture spettanti sulla base del criterio demografico. La funzione di collaborazione dei Comuni nella individuazione delle esigenze del territorio

Il decreto legge n. 1 del 2012 (art. 11) ha introdotto l'articolo 1 bis nel testo della legge recante le norme concernenti il servizio farmaceutico (l. 475/1968). La nuova disposizione consente che in aggiunta alle sedi farmaceutiche spettanti in base al criterio demografico (art. 1), ed entro il limite del 5% delle sedi, comprese le nuove, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentita l'azienda sanitaria locale competente per territorio, possono istituire una farmacia in alcuni contesti esattamente indicati: a) nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili a traffico internazionale, nelle stazioni marittime e nelle aree di servizio autostradali ad alta intensità di traffico, dotate di servizi alberghieri o di ristorazione, purché non sia già aperta una farmacia a una distanza inferiore a 400 metri; b) nei centri commerciali e nelle grandi strutture con superficie di vendita superiore a 10.000 metri quadrati, purché non sia già aperta una farmacia a una distanza inferiore a 1.500 metri. La Regione Piemonte, su proposta di un Comune, ha istituito due nuove farmacie, localizzandone una presso una struttura accedente alla stazione ferroviaria e un'altra presso un centro commerciale presente sul territorio.

I ricorrenti, come ha evidenziato il Tribunale in sentenza, nell'impugnare i provvedimenti regionali, hanno lamentato «che le sedi "aggiuntive" che la Regione potrebbe costituire "nel limite del 5% delle sedi, comprese le nuove" potrebbero essere istituite prendendo a parametro, per il calcolo del limite percentuale, il numero di sedi presenti sul singolo territorio comunale su cui la nuova farmacia viene a collocarsi». Nel provvedimento censurato, invece, la Regione ha tenuto conto delle strutture complessivamente presenti sul territorio regionale. Il Tar ha confermato la soluzione adottata dalla Regione in quanto ritenuta coerente con la ratio dell'intervento normativo. Il Comune, secondo un criterio di sussidiarietà, collabora ad individuare la possibili esigenze del territorio, coerenti con le indicazioni normative; il potere di istituire la sede è tuttavia demandato alla Regione che compie una scelta per legge avulsa dai criteri demografici.

Ne consegue l'irragionevolezza di un condizionamento indiretto dell'Ente regionale attraverso criteri ancora una volta sostanzialmente demografici anche se per il tramite del limite percentuale. Si è osservato che la proposta di istituire nuove farmacie può legittimamente provenire da qualsivoglia Comune, mentre la tesi sostenuta dai ricorrenti escluderebbe automaticamente tutti i Comuni che non vantano almeno 20 farmacie (e quindi almeno 66.000 abitanti) da ogni possibilità di chiedere l'istituzione di strutture aggiuntive, poiché, sotto detto numero di sedi farmaceutiche il parametro del 5% non consentirebbe neppure di arrivare almeno all'unità.

Avv. rodolfo pacifico - www.dirittosanitario.net
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