Sanità

apr302015

Servizi e prodotti speciali, Mariani (Cef): coinvolgere associazioni di pazienti per promuoverli

Servizi e prodotti speciali, Mariani (Cef): coinvolgere associazioni di pazienti per promuoverli

In un contesto in cui risulta ancora poco consolidata tra i cittadini l'idea che si possano trovare in farmacia certi servizi, quali quelli sulle intolleranze alimentari o la telemedicina, può essere di grande importanza farsi promotori di campagne di sensibilizzazione sull'importanza di fare prevenzione o screening di primo livello, coinvolgendo magari le associazioni dei pazienti. Una strada che può diventare una leva anche per lanciare determinati settori, quali per esempio l'alimentazione speciale. A fare la riflessione è stato Marco Mariani, Responsabile della comunicazione esterna Cef e Direttore Marketing della Rete Farmondo, network toscano di 120 farmacie, che afferisce alla Cooperativa Esercenti Farmacia, che ci ha detto: «I servizi sono di grande importanza per la farmacia, perché comunicano un'immagine evoluta, fidelizzano, sono in grado di differenziare rispetto ai competitors e soprattutto sono, se resi efficaci, anche redditizi. Ma è importante, per riuscire ad avere un ritorno, saperli comunicare correttamente. In questo senso, fondamentale è l'azione che si può fare al banco, attraverso un atteggiamento proattivo e propositivo dei farmacisti, ma altrettanto lo è promuovere nella popolazione (anche quindi tra i non clienti) l'importanza della prevenzione, degli screening, e la consapevolezza che la farmacia è un centro di offerta sanitaria sul territorio, in grado di dare risposte alle esigenze dettate da determinate patologie». Ecco allora che focale diventa un'attività di formazione sul cittadino che «può concretizzarsi per esempio nell'organizzazione di giornate a tema all'interno delle mura della farmacia o in altri spazi disponibili». E un'idea può essere quella di «invitare associazioni di pazienti, così da creare momenti di aggregazione e di sensibilizzazione sulla patologia e contemporaneamente creare un'occasione per far conoscere i servizi inerenti offerti». Uno strumento utile anche per consolidare la presenza del proprio presidio in determinati settori merceologici: «Penso per esempio agli alimenti speciali. Il fatturato medio del canale in questo ambito si aggira intorno ai 9.000 euro all'anno a presidio, mentre la farmacia best performer arriva a circa 70.000 euro. Una bella forbice che certamente dipende da una serie di fattori: ma organizzare incontri con le associazioni dei celiaci, per esempio, proporre giornate di promozione in cui offrire assaggi, insomma rivolgersi alla cittadinanza, sono attività che possono determinare ritorni. Lo stesso si può dire per i test che usano il sangue capillare, tipo quelli per scovare le intolleranze alimentari, dove la farmacia media fa meno di 10 test all'anno e la best performer fino a 200 con un incasso che può sfiorare i 20 mila euro contro i mille scarsi della prima».

Francesca Giani



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