Sanità

ago12018

Servizi farmacia, nel riparto 6 milioni a tre Regioni. Nessuna certezza su criteri suddivisione

Servizi farmacia, nel riparto 6 milioni a tre Regioni. Giallo su criteri suddivisione

C'è anche la Farmacia dei servizi tra i capitoli finanziati nel riparto del Fondo sanitario nazionale di cui si discute oggi in Conferenza delle Regioni e poi in Conferenza Stato-Regioni. Sei milioni di euro appaiono destinati a tre Regioni, tra un anno saranno sei, infine nove. Ma forse tutte parteciperanno al progetto. Intanto, della cifra anzidetta si ha contezza perché citata come voce esclusa dalle somme oggetto di contrattazione all'interno del fondo per gli obiettivi di piano sanitario nazionale: sul miliardo e mezzo stanziato ad hoc 400 milioni sono "diversamente contrattati" e di questi, 6 milioni vanno a "sperimentazione e remunerazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali erogate dalle farmacie (L. 205/2017, art. 1, c. 406)".
Si tratta di somme stanziate dalla Finanziaria 2018, in seguito a un emendamento del senatore Fi Andrea Mandelli, presidente Fofi, per sperimentare i nuovi servizi delle farmacie territoriali, dalle prenotazioni di esami al monitoraggio dell'aderenza terapeutica. La legge di bilancio in tutto ha stanziato 36 milioni per tre anni: 6 milioni nel 2018, altri 12 milioni destinati allo stesso capitolo nel 2019 ed altri 18 nel 2020.

Sui destinatari dei sei milioni per il 2018 ci sono indicazioni fino a prova contraria, ma sul metodo di ripartizione regna l'incertezza. A primavera il Ministero della Salute in un decreto attuativo approvato con modifiche ha assegnato lo stanziamento 2018 a Piemonte Lazio e Puglia. Le regioni coinvolte sono in tutto nove. Nel 2019 è previsto l'ingresso di Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia (altri 6 milioni di investimento), e infine nel 2020 arriveranno Veneto, Umbria e Campania (altri sei milioni). Nemmeno nei corridoi degli assessorati interessati regnano certezze su come sarà ripartita la somma, se due milioni a regione o in base alla quota capitaria come avviene di solito nel riparto. Tra l'altro, poiché il tema interessa tutti, a primavera tutte le regioni hanno raggiunto un secondo accordo affinché anche le non partecipanti al progetto Farmacia dei Servizi potessero dare vita a sperimentazioni ulteriori con fondi propri, all'interno di quelli vincolati per i progetti di piano. Accanto ai 400 milioni che le regioni si dividono "diversamente" ci sono poi 1,1 miliardi da ripartire secondo quota capitaria, sempre per gli obiettivi di piano. Tale voce, a sua volta è un "puntino" all'interno dei 113,4 miliardi del Fondo sanitario nazionale di cui è atteso il riparto (l'accordo sul "grosso" è stato raggiunto prima delle elezioni). La voce "Fondo obiettivi di piano" copre cinque capitoli. Su due - piano nazionale prevenzione e cure palliative-terapia del dolore in pediatria - sono stati puntati rispettivamente 240 e 100 milioni di euro; sugli altri - accesso alle cure, multicronicità, tecnologia per l'integrazione ospedale-territorio - le somme vanno decise, e ogni regione sarà vincolata a organizzare e realizzare un progetto pena la perdita dello stanziamento. In particolare, nella multicronicità l'obiettivo è ridurre il carico del trattamento (polifarmacia e appuntamenti multipli), le cure non pianificate, gli accessi impropri al pronto soccorso e personalizzare l'assistenza puntando sugli stili di vita. Ci si attende la riduzione del rischio di interazioni e reazioni avverse da farmaci, minori costi assistenziali, meno ricoveri. Nel progetto equità le regioni sono chiamate a migliorare le condizioni sanitarie nei gruppi vulnerabili (disoccupati, disabili, cronici, anziani con pensioni basse e soli) e a favorire eventi formativi per il personale sanitario sui loro diritti, i ruoli e le responsabilità per affrontare la discriminazione. Nella terapia del dolore tra gli indici che le regioni sono chiamate ad individuare ci sono: interventi eseguiti in ricovero ospedaliero, numero di pazienti assistiti sul territorio, tempi di attesa per l'accesso alle prestazioni ambulatoriali, consumo analgesici oppioidi e di altro tipo.

Mauro Miserendino


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