Sanità

feb272015

Servizi in farmacia nel mondo: quali e quanti

Servizi in farmacia nel mondo: quali e quanti

Vaccinazione, prescrizione, modifiche dei trattamenti in corso, sono questi alcuni dei servizi attivati in farmacia, talora anche da diversi anni, in alcune nazioni, mentre in altre ancora se ne discute senza passare alle vie di fatto. A presentare una ricognizione delle attività extra dispensazione nel mondo è un articolo pubblicato online dalla rivista francese da Le quotidien du pharmacien. Secondo quanto riporta l'autore in parecchi paesi l'attività del farmacista va ben oltre la sola dispensazione dei medicinali e se ne potrebbe trarre ispirazione. Pioniera dei servizi in farmacia fu la provincia canadese di Alberta, che già nel 1962 aveva concesso ai farmacisti il diritto di sostituzione per principio attivo con i generici e che, nel 2007, ha autorizzato la prescrizione di alcuni medicinali e l'esecuzione di iniezioni, come quella del vaccino antinfluenzale. Ad oggi l'Alberta è lo stato con il più ampio ventaglio di offerte di servizi in farmacia, erogabili previa formazione obbligatoria e rispetto delle indicazioni fissate dal Collège des pharmaciens d'Alberta (equivalente al nostro Ordine). Il farmacista infatti può sostituire, vaccinare, prescrivere farmaci per certe patologie minori (acne, herpes labiale, rinite allergica) o che non necessitano di diagnosi (nausee da gravidanza, per esempio), rinnovare una ricetta per evitare l'interruzione di una terapia cronica ('per es. antipertensiva), rimpiazzare un farmaco con un altro in caso di esaurimento delle scorte, modificare una ricetta cioè cambiare la dose o la forma farmaceutica del medicinale, prescrivere e poi interpretare analisi di laboratorio, somministrare un farmaco per mostrare al paziente come si fa (per esempio con gli inalatori). Nel tempo e gradualmente anche altre province canadesi si stanno adeguando a questo modello, soprattutto in Québec dove, per sopperire alla scarsità di medici di famiglia, i farmacisti possono modificare una ricetta, prescrivere certi farmaci come antiacidi inibitori di pompa protonica, acido folico, anticoncezionali, terapia ormonale sostitutiva, sostituti della nicotina. Ed è solo l'inizio perché «siamo in attesa della promulgazione della legge 41» ha detto Bertrand Bolduc, presidente dell'Ordre des pharmaciens «che renderà ufficiali i nuovi incarichi farmaceutici in tutta la provincia» allineandola a quella dell'Alberta. In Québec tutti i nuovi servizi saranno remunerati intorno ai 12-20 euro ciascuno, e saranno ovviamente oggetto di adeguata formazione professionale, presumibilmente entro la prossima estate. Anche la Svizzera, come modello, offre spunti interessanti, aggiunge Luc Besançon segretario generale della Fédération internationale pharmaceutique, da quando «nel 2001 per compensare un calo di oltre il 20% dei prezzi dei farmaci il sistema di remunerazione dei farmacisti è stato modificato profondamente». Così, per mantenere viva la professione, la remunerazione del farmacista è stata scollegata dai prezzi dei farmaci, per trasformarsi in retribuzione delle loro prestazioni intellettuali. Attualmente per esempio il farmacista svizzero è pagato per animare dei «Cercles de Qualité», in certi cantoni come quello di Friburgo «questi circoli riuniscono 5-8 medici intorno a uno-due farmacisti formatori. L'obiettivo è di razionalizzare le prescrizioni mediche, analizzando la frequenza e il volume delle prescrizioni e la penetrazione dei generici», spiega Matthieu Goldschmidt, assistente farmacista in Svizzera. E la remunerazione non è simbolica: «il farmacista formatore può guadagnare anche 160 euro all'ora per partecipare a questi circoli», dice il farmacista e le istituzioni paganti sono soddisfatte perché queste operazioni permettono di realizzare economie annuali dell'ordine di 90-140mila euro per medico partecipante. Sempre in Svizzera il programma NetCare permette al farmacista di prendersi in carico certi sintomi con la dispensazione di medicinali per i quali la prescrizione medica è facoltativa. In caso di necessità è possibile organizzare in farmacia una video consultazione con un medico, che potrà anche spedire via fax una ricetta. Durante la fase pilota, tra aprile 2012 e giugno 2014, alla quale hanno partecipato 200 farmacie sono stati più di 5000 i casi seguiti, soprattutto infezioni del tratto urinario (40% dei casi) e congiuntivite (25%); il 73% delle problematiche è stato risolto definitivamente dal farmacista, mentre solo in un 20% di casi si è dovuto far ricorso alla teleconsultazione con il medico. Un bilancio positivo tanto che «quest'anno il progetto NetCare sarà esteso a tutte le farmacie» continua Luc Besançon. Infine altri spunti interessanti sono presenti in maniera meno sistematica: in Danimarca il farmacista invia sms al paziente per ricordargli di seguire le terapie; in Scozia segue la disassuefazione dal fumo; in Irlanda, Portogallo, Filippine, Stati Uniti e in certe regioni del Regno Unito può vaccinare. In Giappone, invece, uno degli incarichi del farmacista è quello di verificare che non compaiano prodotti dopanti sulle ricette intestate a sportivi di alto livello. E c'è addirittura chi, come l'Australia, per aggirare le reticenze degli altri professionisti sanitari «ha deciso di dare un piccolo aiuto finanziario ai medici: sono pagati anche per mettere in pratica le raccomandazioni dei farmacisti, per esempio nelle terapie di mantenimento dei pazienti in politerapia» conclude Luc Besançon.

Elisabetta Lucchesini



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