Sanità

set222020

Servizi remunerati, in Gu il riparto dei 36 milioni per le farmacie. Gli step per accedere all'erogazione

Servizi remunerati, in Gu il riparto dei 36 milioni per le farmacie. Gli step per accedere all’erogazione

Per la remunerazione di prestazioni e funzioni assistenziali relative alla Farmacia dei servizi a carico del Servizio sanitario nazionale sono stati ripartiti i 36 milioni di euro. Ecco come accedere all'erogazione

Per la remunerazione di prestazioni e funzioni assistenziali relative alla Farmacia dei servizi a carico del Servizio sanitario nazionale al Lazio vanno complessivamente oltre 4,6 milioni di euro, al Piemonte oltre 3,5 e alla Puglia poco meno di 3,2, mentre alla Lombardia oltre 7,9. Sono alcune delle quote del riparto relativo alla somma complessiva di 36 milioni di euro, che era stata prevista dalla finanziaria 2018 e già accantonata con precedenti Delibere, tra le 9 regioni oggetto della sperimentazione dei nuovi servizi erogati dalle farmacie. La Delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica è datata in realtà 14 maggio ma è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 settembre. L'importo, come si ricorderà, è stato suddiviso in tre tranche e «posto a carico del Fondo sanitario nazionale per gli anni 2018, 2019 e 2020, e si avvale, nello specifico, delle risorse vincolate alla realizzazione degli obiettivi prioritari e di rilievo nazionale per i medesimi anni». Le modalità concordate hanno previsto di «ripartire 6 milioni di euro tra Piemonte, Lazio e Puglia per il 2018; 12 milioni di euro tra le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Sicilia per il 2019 e 18 milioni tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia per il 2020».

Ecco quindi gli importi per Regione

Gli importi previsti per Regione sono i seguenti:
Lazio (quota di accesso al Fsn 9,67%): 4.653.187 complessivi (di cui 2.446.404 per il 2018; 1.223.202 per il 2019; 983.581 per il 2020);
Piemonte (quota Fsn 7,40%): 3.563.314 complessivi (di cui 1.873.406 per il 2018, 936.702 per il 2019, 753.206 per il 2020);
Puglia (quota Fsn 6,64%): 3.195.809 complessivi (di cui 1.680.190 per il 2018; 840.096 per il 2019; 675.523 per il 2020);
Lombardia (quota Fsn 16,53%): 7.953.723 complessivi (di cui 4.623.598 per il 2019; 3.330.125 per il 2020);
Emilia Romagna (quota Fsn 7,43%): 3.576.204 complessivi (di cui 2.078.892 per il 2019; 1.497.312 per il 2020);
Sicilia (quota Fsn 8,21%): 3.952.280 complessivi (di cui 2.297.510 per il 2019; 1.654.770 per il 2020);
Veneto (quota Fsn 8,11%): 3.904.098 complessivi per il 2020;
Campania (quota Fsn 9,31%): 4.481.092 complessivi per il 2020;
Umbria (quota Fsn 1,50%): 720.293 complessivi per il 2020;


I passaggi per ottenere l'erogazione degli importi

Quanto alle regole per l'erogazione dei finanziamenti e l'avvio della sperimentazione sono stati sanciti dall'Accordo Stato Regioni del 17 ottobre 2019 sulle linee di indirizzo. Secondo le previsioni, i fondi sono erogati in tre tranche: «una prima quota, pari al 20%, dopo la valutazione positiva del Cronoprogramma regionale da parte del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico; una seconda quota del 40% alla realizzazione del 50% delle attività previste nel Cronoprogramma- sempre previo parere positivo sulla base di una relazione intermedia - e un'ulteriore quota del 40% dopo l'approvazione della relazione finale da parte del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico».
In merito alla remunerazione, invece, va sottolineato che «la sperimentazione deve essere considerata propedeutica al convenzionamento dei nuovi servizi, con conseguente coinvolgimento concreto di tutte le figure professionali considerate».
La sperimentazione «è il primo atto del riconoscimento della potenzialità dei nuovi ruoli del farmacista in farmacia» e per quanto riguarda la «remunerazione» i nuovi servizi «dovranno soddisfare almeno i requisiti dell'utilità e della misurabilità. Le prestazioni aggiuntive dovranno cioè essere utili e vantaggiose per i servizi sanitari regionali e dovranno poter essere misurate - requisito indispensabile per il pagamento da parte delle Regioni. Per questo è stato selezionato», nel corso dei lavori, un «set ristretto di servizi da monitorare». A ogni modo, «i principi impostati per la determinazione dei costi della sperimentazione potranno fornire un primo modello di remunerazione dei servizi acquisibile in sede di stesura della Convenzione».


I servizi erogabili: ecco i requisiti per la remunerazione

Entrando nei dettagli dei servizi, sono stati divisi in tre macro-categorie:
- Servizi cognitivi (monitoraggio aderenza alla terapia farmacologica; Riconciliazione della terapia farmacologica). In questo caso «l'analisi si focalizzerà sul monitoraggio dell'aderenza della terapia farmacologica nell'ipertensione, diabete e BPCO e sull'attività del farmacista nella Ricognizione della terapia farmacologica.
- Servizi di front-office (Fascicolo Sanitario Elettronico, Fse): al centro l'adesione e attivazione in Farmacia da parte dei pazienti al Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse).
- Servizi relativi alle prestazioni analitiche di prima istanza (Telemedicina; partecipazione alle campagne di screening): verranno presi in considerazione i servizi di Telemedicina (holter pressorio, holter cardiaco, auto- spirometria, ECG) e la partecipazione della Farmacia alle campagne di screening per il Tumore del Colon retto (raccolta campioni per l'esame del sangue occulto nelle feci).

Francesca Giani
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