Sanità

nov252013

Servizi sanitari in posta, accordi siglati ma Regioni nel limbo informatico

medico ps computer

Accordi siglati tra Poste italiane e alcune amministrazioni regionali per servizi di pagamento dei ticket e ritiro referti, ma di fatto non ancora operativi perché le Asl non hanno sistemi informatici aggiornati per interfacciarsi con piattaforme esterne. Questa la situazione in Sardegna e in Basilicata riferita dai presidenti regionali di Federfarma delle aree interessate. «L’accordo con le Poste risale a un anno fa, ma a livello regionale il sistema non ha mai funzionato» spiega Giorgio Congiu, presidente dei titolari sardi «e non è detto che funzioni con la piattaforma nazionale lanciata ora da Poste italiane. Noi da tre anni gestiamo in convenzione il servizio di Cup e di consegna referti, e per il pagamento dei ticket siamo ancora in attesa che la Regione attivi un sistema informatico che si interfacci con il nostro, ma il dialogo su questi temi è aperto dal 2007 perché il nostro è un impegno, in primo luogo, professionale e di servizio al cittadino mentre dalla Poste si direbbe più un interesse commerciale e poi di servizio che va a interferire in un ambito che non è di loro competenza».
Anche in Basilicata ci sono ostacoli operativi, sottolinea Franco Caiazza, presidente regionale Federfarma, «l’accordo con le Poste ha coinvolto tutte le Asl, ma la regione è in un “limbo” informatico con un sistema vecchi di 15 anni che a fatica si interfaccia con il nostro». A «porre tutto in una condizione di stand by» prosegue Caiazza «si aggiunge anche una giunta regionale in via di formazione dopo le recenti elezioni. Ma non è nostra intenzione rimanere fermi a guardare e non appena gli assessori saranno operativi vorremo conoscere subito le intenzioni nei confronti del mondo farmacia che resta il trade-union tra cittadino e istituzioni sanitarie». Le intenzioni della società, annunciate in un’intervista sul Sole24ore da Vincenzo Pompa, amministratore delegato di Postecom, che gestisce il digitale per la casa madre, vanno verso un ampliamento degli accordi, per ora a «macchia di leopardo», e dei servizi. Quindi non solo pagamento del ticket, ritiro referti e prenotazione esami, ma anche il libretto sanitario personale che conterrà tutta la storia sanitaria del paziente per poi arrivare alla vendita online di farmaci senza prescrizione quando, chiarisce Pompa, «anche l’Italia recepirà la direttiva che la regolamenta».

Simona Zazzetta


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