Sanità

ott162017

Sfide della concorrenza, l'esperto: la chiave è in innovazione e capitalizzazione

Sfide della concorrenza, l’esperto: la chiave è in innovazione e capitalizzazione
Il contesto generale vede un aumento della pressione competitiva, in particolare con competitor che arrivano da ogni parte del mondo e anche da altri settori. In questo scenario, però, la farmacia si trova in una posizione di forza, perché, da un lato, la pianta organica ancora c'è, e, dall'altro, ha un fatturato a metro quadro particolarmente elevato (con 20mila euro a mq, contro, per esempio, una media della Gdo di 5mila). La novità del capitale può essere allora giocata a favore, soprattutto se si è disposti a investire e ad aumentare il valore aggiunto. È questa una delle riflessioni lanciata nel corso della IV convention di Federfarma Servizi e Federfarma.Co da Sandro Castaldo, ordinario di Economia e gestione delle imprese dell'Università Bocconi e partner di Focus Management. Quello delle farmacie, spiega, «è un settore sano e con grandi potenzialità». In generale, quando la competizione aumenta, «le imprese tipicamente mettono in campo due strategie: aumentare l'efficienza, con una riduzione di costi, e orientarsi al valore aggiunto, creando più benefici per il cliente».

Se fino a oggi, le aziende si sono posizionate lungo questa direttrice, aziende come Amazon hanno sconvolto le cose: «il nuovo modello vede offrire contemporaneamente prezzi bassi e servizi, creando una nuova frontiera del valore. Per questo occorre, oggi, lavorare sia sul valore aggiunto sia sull'efficienza». Ecco allora che una chiave è l'innovazione: «C'è un tema su cui occorrerebbe avviare una riflessione ed è il fatto che oggi una partita importante si gioca sulla omnicanalità, sulla capacità di mettere insieme la rete fisica con la rete virtuale. Al momento abbiamo la rete fisica, ora occorre fare riflessioni sull'integrazione tra canali. Il primo che arriva vince, mentre il secondo ha già meno spazio». C'è poi un altro aspetto importante di riflessione: «La farmacia, anche per ragioni storiche, ha un capitale spesso esiguo, se non nullo. Oggi viviamo nell'era del capitale e con questo dobbiamo fare i conti. Il capitale individuale va tenuto separato, mentre il capitale aziendale deve rimanere all'interno dell'azienda perché è solo quello che consente di investire. Capitalizzando le aziende, le farmacie, ma anche le cooperative, si creano soggetti forti, blindati, e si evita che finiscano in mano a soggetti esterni, banche o quant'altro».

Ma la sfida è quella di creare economie di scala e sinergie: «La chiave di tutto è mettersi in rete. Da soli non si possono cogliere queste sfide». Parola chiave di un percorso che è anche culturale «è in questo senso coopetition, una crasi tra cooperation e competition. Questo significa capire che anche se si è competitor si può essere in contemporanea partner. Non significa cioè fingere che non ci siano rapporti competitivi tra farmacie o tra cooperative e aziende ma significa cercare di capire se si può creare valore insieme, cercare di trovare strategie per allargare torta. La competizione poi la si gioca sul territorio, a livello periferico, perché il business è con il cliente, giorno per giorno: è creare valore con la fiducia».

Francesca Giani
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