Sanità

giu12010

Sicilia: gravi timori per l’occupazione

La Consulta Regionale degli Ordini siciliana si è riunita sabato scorso mettendo all’ordine del giorno le conseguenze delle disposizioni della manovra finanziaria sui professionisti della Sicilia   “La nostra Regione presenta una situazione molto particolare, nella quale circa l’85% degli iscritti agli Ordini trova occupazione nelle farmacie di comunità” si premette nella dichiarazione elaborata dal presidente della Consulta, Antonino Abate, presidente dell’Ordine di Messina  e dai componenti Maurizio Pace (Agrigento),  Maria Ippolito (Caltanissetta) Giovanni Puglisi (Catania), Sigismondo Rizzo (Enna), Antonino D'Alessandro (Palermo) Carmelo Vitale (Ragusa), Francesco Gibiino (Siracusa) e Leonardo Galatioto (Trapani). “Questo fa sì che la riduzione dei margini delle farmacia, in una fase di prezzi calanti, rende più che concreta la possibilità di una diminuzione dei farmacisti collaboratori, in una situazione che non offre altri sbocchi ai laureati in farmacia”. La questione occupazionale, peraltro gravissima, non  esaurisce però le preoccupazioni degli Ordini siciliani: ”Mettendo a rischio la stabilità economica della farmacie si mette a rischio anche la varietà e la qualità dei servizi offerti, vanificando i positivi effetti che la Legge 69/2009 avrebbe avuto sui livelli di assistenza nel territorio. In realtà le misure che incidono sulle farmacie di comunità mettono in forse tutto il disegno, sostenuto dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio, di spostare sul territorio il fulcro dell’assistenza sanitaria”. Un concetto, quest’ultimo, sottolineato anche dal presidente della Federazione degli Ordini Andrea Mandelli: “Minare la stabilità economica della farmacia rischia di compromettere la capillarità del servizio, cioè una delle caratteristiche, unita all’alto livello di professionalità, che ne fa uno degli elementi fondamentali del nuovo modello di assistenza territoriale che aveva trovato nella Legge 69 sulla farmacia dei servizi una prima importante concretizzazione”. Nessuno vuole sottrarsi alla necessità di contribuire alla sforzo del paese, ha proseguito Mandelli “ma la razionalizzazione della spesa nel nostro settore deve venire da una riforma complessiva, che tenga presente anche la necessità di salvaguardare il livello delle prestazioni rese ai cittadini e anche l’occupazione di chi opera nel servizio farmaceutico. Mi auguro che il sindacato prenda coscienza di questa necessità che la Federazione sostiene da anni e operi perch� si giunga a una soluzione in linea con le necessità dei colleghi e del servizio sanitario nel suo complesso”.
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