Prioritario spiegare le diversità tra ceppi probiotici e sensibilizzare ad affrontare subito i disturbi
Ripercorrendo nel loro insieme i dati dell'indagine, appare meglio precisato il ruolo del farmacista nella gestione del dismicrobismo e dei disturbi intestinali in farmacia. I risultati, infatti, offrono conferme epidemiologiche ma delineano anche opportunità per ottimizzare e valorizzare le competenze educazionali e di counselling in favore dell'utente della farmacia.
Diffusione dei disturbi Le conferme riguardano l'impatto dei disturbi intestinali: interessano in pari misura gli uomini e le donne - sebbene queste ultime siano colpite in misura lievemente superiore (55%) - e tutte le fasce d'età, con prevalenza più elevata (24%) in quella socialmente maggiormente impegnata e produttiva (31-45 anni). Si conferma anche il dato dell'estrema diffusione dei disturbi intestinali: uno o più sintomi colpiscono mediamente il 16% del campione analizzato (con presenza contemporanea di tutte le possibili manifestazioni nel 9% dei casi). Importante è inoltre la verifica che, se da un lato i sintomi acuti sono presenti dalla maggioranza dei soggetti intervistati (32%), dall'altro sono tutt'altro che trascurabili gli episodi ricorrenti, riferiti da una vasta quota della popolazione esaminata (28%), così come rilevanti sono i disturbi legati allo stress (28%), che si configura come il principale elemento correlato alla comparsa di sintomi intestinali.
Counselling sui probiotici Anche il livello di consapevolezza generale della popolazione riguardo alla natura dei disturbi intestinali e ai possibili rimedi - principalmente tramite nozioni ricavate dai media o per esperienza personale - ottiene una sostanziale conferma. Peraltro in molti casi si evidenziano lacune tra i cittadini che il farmacista può e deve colmare, intervenendo con la sua preziosa attività di consigliere: per esempio spiegando che ogni ceppo probiotico si distingue per caratteristiche - e quindi indicazioni - specifiche e che il dismicrobismo spesso è l'elemento costantemente sotteso ai disturbi intestinali, indipendentemente dal fatto che siano sostenuti da fattori alimentari, infettivi o comportamentale. Un'azione importante è anche sensibilizzare i cittadini ad affrontare immediatamente gonfiore, meteorismo, stipsi e/o diarrea, dato che la persistenza di questi disturbi può incrementare il senso di disagio fino a portare a una forma di passiva rassegnazione che riduce ulteriormente la qualità della vita. Va ribadito infine il dato che, in oltre la metà dei casi (53%), altri familiari sono affetti da disturbi intestinali: può dunque essere opportuno che il farmacista renda nota all'utente della farmacia la propria disponibilità a offrire la propria consulenza ai suoi familiari, in caso di necessità.
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A cura di Sabina Mastrangelo
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