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dic202014

Sicurezza dei farmaci: database sanitari da usare con cautela

Sicurezza dei farmaci: database sanitari da usare con cautela
I ricercatori della Health solutions Rti (Rti-Hs), organizzazione senza scopo di lucro con sede nel Research triangle park in North Carolina, hanno scoperto che, sebbene i database sanitari migliorino l'accesso ai dati medici del mondo reale, usarli per valutare la sicurezza dei farmaci è una questione complessa che va attentamente valutata. Dallo studio, pubblicato su Current Epidemiology Reports, emerge che molti archivi sanitari non includono informazioni sui potenziali fattori di rischio che potrebbero influenzare lo stato di salute dei malati, come l'abuso di sostanze o di farmaci da banco, l'abitudine al fumo e l'aderenza alla terapia. «Inoltre, la prognosi a lungo termine di malattie come il cancro non può essere studiata in modo completo a causa dei follow-up relativamente brevi di molti database» sostiene Elizabeth Andrews, farmacoepidemiologa all'Rti-Hs e coautrice del documento, aggiungendo che il monitoraggio della sicurezza dei farmaci non può ancora essere delegato agli algoritmi intelligenti applicati ai database sanitari. «Analizzare e gestire i Big Data, i grandi aggregati di informazioni digitali, nella fattispecie sanitari, diverrà sempre più importante, sia per i governi sia per i consumatori. Per questo è fondamentale tenere a mente le differenze sostanziali tra i diversi database in termini di contenuti e sistemi di codifica, ma anche di durata della storia medica pregressa e del follow-up dei pazienti, senza dimenticare la qualità e l'attendibilità delle informazioni». Nel loro articolo gli autori hanno studiato l'evoluzione dell'uso dei database, nonché le implicazioni del loro utilizzo. «E i risultati mostrano che gli archivi sanitari non solo sono migliorati in numero e qualità, ma includono anche dati provenienti del mondo reale. Che, al contrario di quelli degli studi clinici, non vengono selezionati in base a rigidi criteri di ammissione e di esclusione. «Ma anche i dati del mondo reale hanno pro e contro. Per esempio, spesso non sono né verificati né controllati, e vanno usati con attenzione, specie per questioni delicate come valutare la sicurezza di un medicinale» conclude Andrews.

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