Sanità

apr92014

Sifap, evoluzione galenica favorisce territorializzazione cure

minghetti

Ricondurre la preparazione galenica alla farmacia, tanto negli ospedali quanto nei presidi del territorio, e favorire anche in questo ambito l’evoluzione della territorializzazione delle cure e della continuità ospedale-territorio. Inoltre implementare a livello regionale la possibilità per i pazienti che ne hanno bisogno di ricevere il preparato galenico a carico del servizio sanitario. È questo l’appello che Paola Minghetti (foto) presidente Sifap, ha fatto a Farmacista33, a margine del V congresso della Sifap che si è tenuto nella tre giorni di FarmacistaPiù conclusa a Roma. «L’auspicio» spiega Minghetti «è che si vada avanti con il processo di territorializzazione delle cure, che vede nell’ospedale il luogo deputato alla gestione del paziente acuto che passa poi al territorio in una presa in carico che vede affiancati Mmg, specialista, farmacista territoriale, coordinati dalla Asl. In questo filone virtuoso il farmacista del territorio dovrebbe avere in gestione la parte medicinale della cura e, se del caso, per le situazioni necessarie, anche la parte galenica. L’idea allora è che l’evoluzione della galenica segua quella della continuità ospedale territorio e dell’assistenza domiciliare integrata». In questo senso, è importante «fare in modo che a gestire le preparazioni sia sempre il farmacista. In ambito ospedaliero per esempio o nelle case cura la preparazione viene in alcuni casi fatta in reparto: bisognerebbe ricondurre tutta la preparazione nella farmacia ospedaliera, quando il paziente è ricoverato, e poi nella farmacia territoriale, quando va a casa». In questo secondo caso, «i presidi territoriali si dovrebbero attrezzare per sostenere preparati anche complessi, magari oncologici, con l’utilizzo della camera bianca per lo sterile. Va detto comunque che i numeri dell’utilizzo della galenica non sono particolarmente elevati e, secondo quanto emerso da un’indagine del Pgeu, l’Italia si attesterebbe sotto un utilizzo dell’1%. Pur immaginando una situazione in cui si riesca a rispondere meglio alle necessità dei pazienti, l’aumento della galenica non sarebbe comunque particolarmente elevato». Per quanto riguarda il problema del rimborso, poi, «ci sono specialità» continua Paola Minghetti «come la pediatria, la dermatologia, l’oncologia, in cui il galenico è una necessità per il medico specialista perché non ci sono i farmaci disponibili sul mercato. Ma il problema è che il preparato galenico, tranne che in alcuni casi come per le malattie rare e nei medicinali orfani dove alcune regioni sono riuscite a garantirlo attraverso i fondi sanitari, non viene rimborsato. Si tratta di una tematica che abbiamo sollevato e di non facile risoluzione su cui vorremmo tenere viva l’attenzione delle istituzioni».

Francesca Giani


discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO