Sanità

apr232012

Sifo e Sinafo, grave il no agli emendamenti

«Gli emendamenti al decreto legge liberalizzazioni avrebbero consentito un allargamento effettivo della possibilità di accesso in tempi brevi alle nuove farmacie a tutti i farmacisti e avrebbero migliorato il testo di una norma che - così com’è articolata - sarà soggetto di probabili contenziosi posti in essere da coloro che si vedono penalizzati». È questa la posizione congiunta dalla Sifo (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) e dal Sinafo (Sindacato Nazionale Farmacisti dirigenti del Ssn) in merito al rifiuto di accogliere le modifiche suggerite dalle due associazioni, con particolare riferimento alla valutazione dei titoli. Sifo e Sinafo si erano già schierati nei mesi scorsi a favore di una vera liberalizzazione delle farmacie, a patto che si rispettassero i criteri di merito e di equità, tanto decantati dall’attuale Governo. «Il decreto liberalizzazioni, invece, penalizza ingiustamente i farmacisti delle Aziende Sanitarie a causa della scarsa valutazione del punteggio relativo all’esercizio professionale, rispetto ai colleghi operanti nelle farmacie aperte al pubblico, a coloro che sono già titolari di una farmacia rurale sussidiata o proprietari di una parafarmacia. Gli emendamenti andavano nella direzione di un’equiparazione tra queste figure professionali e puntavano a rendere realmente applicabile un decreto legge che allo stato attuale rischia di non vedere mai raggiunto il risultato auspicato».  


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