Sanità

ott182011

Sifo, negli ospedali dispositivi medici troppo costosi

Fabrizio Laura Sifo

Un dispositivo medico su tre risulta essere troppo costoso rispetto ai benefici. Per questo occorre istituire un registro dei device più diffusi negli ospedali, che permetta di valutarne l'efficacia e governare l’innovazione, nonché prevedere un ruolo più dinamico per il farmacista ospedaliero. A sostenerlo Laura Fabrizio (foto), presidente della Sifo, nel suo intervento al 32esimo congresso della società organizzato a Firenze. Secondo la Sifo, device come pace maker, protesi d'anca e di ginocchio, valvole cardiache impiantabili senza chirurgia, sono assai diffusi negli ospedali, pur non essendo vantaggiosi nel rapporto costo-beneficio. Mentre medicinali più in grado di cambiare la vita dei pazienti sono meno diffusi: negli ultimi cinque anni non se ne sono visti più di una decina, nonostante il rapporto beneficio-costo sia positivo in nove casi su dieci. «Per contenere la crescita ormai esponenziale della spesa sanitaria» è la denuncia «sarebbe necessario istituire quanto prima un sistema di governo dell'innovazione e implementare il ruolo del farmacista». «La selezione nel campo dei dispositivi» aggiunge Andrea Messori, vicepresidente Sifo, «deve diventare più aggressiva rispetto a quella sui farmaci, perché le condizioni di partenza sono diverse».


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