Sanità

dic52017

Sildenafil senza ricetta, Giua (Sifac): farmacista clinico ha competenze per dispensarlo

Sildenafil senza ricetta, Giua (Sifac): farmacista clinico ha competenze per dispensarlo
Il regime di dispensazione del sildenafil nel dosaggio 50 mg senza l'obbligatorietà della ricetta medica, autorizzato in Inghilterra, è reso possibile dalla presenza in farmacia del farmacista clinico, figura professionale con competenze specifiche che con un vero e proprio triage può decidere se esitare il farmaco garantendo la sicurezza del paziente. «Competenze certificate, frutto di un percorso di specializzazione previsto in Uk, che consentono al farmacista di essere anche prescrittore e prendere decisioni sulla base di algoritmi validati» spiega a Farmacista33 Corrado Giua presidente della Società Italiana di Farmacia Clinica (Sifac) nel commentare la riclassificazione del farmaco per la disfunzione erettile decisa dall'ente regolatorio anglosassone, Medicine and healthcare products regulatory agency (Mhra) dopo una consultazione pubblica. Una scelta, si legge nel documento pubblicato dal regolatorio, che oltre a ridurre i rischi associati all'uso di farmaci contraffatti acquistati via internet consente di intercettare la patologia primaria di cui la disfunzione erettile rappresenta una complicanza.

«La disfunzione erettile - spiega infatti Giua - è una red flag per pazienti patologici. Nei diabetici è una delle cinque complicanze secondarie insieme, per esempio, alla retinopatia e al piede diabetico. Il farmacista clinico accede alla storia clinica del paziente, inquadra la sua richiesta con algoritmi validati per intercettare eventuali situazioni di rischio per la salute derivanti dall'uso del farmaco, in particolare, se soffre di malattie del cuore, reni e fegato e può riconoscere 3 target. Sicuramente l'uso improprio e l'abuso fenomeno da arginare di cui sono protagonisti le fasce più giovani che ne fanno uso per contrastare l'effetto di doghe e alcool. Esiste poi il target della salute sessuale, che rientra nelle indicazioni del farmaco con l'obiettivo di supportare la qualità della vita e il benessere della coppia. E poi c'è il target del paziente patologico per il quale la gestione della disfunzione erettile diventa una necessità all'interno di una strategia terapeutica per affrontare la patologia primaria». Questo modello, secondo Giua, «si potrebbe replicare in Italia ma con un processo di maturazione che passa attraverso la certificazione di competenze, il riconoscimento di responsabilità diverse con un adeguamento coerente della retribuzione e l'accesso al Fascicolo sanitario elettronico e ai dati sui farmaci assunti raccolti nel Dossier farmaceutico del paziente. Sono strumenti che innanzitutto permetterebbero la cooperazione in real time con i medici di medicina generale, per esempio sulle cronicità. L'integrazione con algoritmi validati consentirebbe di valutare in modo preciso situazioni a rischio, rivalutare il farmaco, accompagnare la riconciliazione farmacologica e poter fare anche un monitoraggio sull'intervento per misurarne l'efficacia».


Simona Zazzetta
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