Sanità

mag242022

Simposio AFI: per la 61a edizione si torna in presenza, un'occasione di incontro tra farmacisti e industria

Simposio AFI: per la 61a edizione si torna in presenza, un'occasione di incontro tra farmacisti e industria

A Rimini, dall'8 al 10 giugno torna alla 61a edizione il simposio dell'Afi in presenza. Il presidente dell'Associazione Giorgio Bruno illustra i contenuti

Arriva alla 61a edizione il simposio dell'Associazione Farmaceutici Industria (AFI) e quest'anno torna in presenza con un evento intitolato "Il mondo farmaceutico: i paradigmi di una Nuova Era", che si terrà, come di consueto, a Rimini, dall'8 al 10 giugno prossimi. Ad aprire l'evento sarà il Presidente AFI, dott. Giorgio Bruno, cui è affidato il saluto di benvenuto.

Dott. Bruno, dopo due anni il simposio AFI torna in presenza con un'edizione focalizzata sul cambio di paradigma attraverso cui è passato il mondo scientifico con la pandemia. Una rivoluzione irreversibile che ci ha fatto capire l'importanza di incontrarsi di persona. Qual è il valore aggiunto del tornare in presenza e che opportunità dà a chi partecipa a questo evento?

Tornare in presenza è una cosa che aspettavamo da tempo e finalmente ci siamo arrivati. Il mondo è cambiato, il paradigma è completamente diverso e tutti ci siamo resi conto che se non c'è la salute non c'è economia e non c'è vita sociale. Incontrarsi, dunque, è al momento importante e i numeri, che non sono ancora quelli definitivi, confermano questa necessità. Ad oggi abbiamo quasi 120 espositori, 920 iscritti tra partecipanti, espositori e relatori e questo ci fa pensare che registreremo agli stessi numeri del 2019. Questo evento, dunque, riproposto in presenza, ha ancora un notevole successo e mostra il desiderio delle persone di incontrarsi. L'opportunità, infatti, è quella di rivedere insieme produttori, costruttori di macchine, tecnici dell'industria e autorità, perché interverranno personalità di AIFA, Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Dalla Lectio Magistralis del presidente di Farmindustria alla sessione plenaria, passando per le dodici sessioni dedicate a diverse aree: sono tanti gli eventi in programma. C'è qualche sessione, in particolare, che secondo lei potrebbe attrarre più interesse, in questo momento?

Il cambio di paradigma fa sì che tutte le sessioni siano interessanti perché ognuna ha la sua particolarità. Detto questo, la sessione biotech, per esempio, vedrà la partecipazione del prof. Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che tutti noi conosciamo per il suo ruolo attivo in questi ultimi due anni nel parlarci di COVID, per cui sicuramente sarà un intervento interessante da seguire.

Tra le sessioni, una è dedicata alla catena di approvvigionamento, che si è rivelata un punto critico nei programmi di vaccinazione contro il COVID-19. Il focus sarà la sicurezza, come coniugare questo aspetto con la necessità di forniture rapide e su larga scala, per evitare interruzioni nella distribuzione dei farmaci?

La gestione dei prodotti, la fornitura e la loro distribuzione sono problemi centrali perché se in azienda i farmaci si producono correttamente, seguendo le Norme di Buona Fabbricazione (NBF), per la distribuzione di questi prodotti, invece, bisogna seguire le Norme di Buona Distribuzione. Attualmente c'è una direttiva europea, che deve essere ancora recepita a livello italiano, proprio su quel che riguarda le norme di buona distribuzione. In particolare, bisogna porre attenzione alla catena di approvvigionamento, o supply chain, di prodotti estremamente delicati che necessitano di una conservazione particolare, parlo di vaccini o di anticorpi monoclonali, che hanno bisogno di una rete distributiva sempre sotto controllo. Su questo punteremo durante la sessione dedicata alla supply chain, in cui si confronteranno i responsabili della distribuzione sia primaria che secondaria, AIFA e industria italiana, nonché le associazioni di categoria, visto che al dibattito saranno presenti anche Farmindustria, Egualia e Federfarma.

Sempre in tema di sicurezza, al Simposio si parlerà di integratori e di farmacovigilanza, due argomenti che interessano da vicino il farmacista. Quali sono le garanzie per il paziente e che ruolo può avere il farmacista in questo ambito?

Durante la sessione dedicata agli integratori saranno chiariti diversi aspetti, soprattutto a livello di qualità, di come etichettare correttamente questi prodotti e delle norme per gestirli. Indubbiamente gli integratori stanno assumendo una rilevanza sempre maggiore e poter trasmettere dai produttori ai farmacisti la loro importanza è un passaggio che ci preme fare per dare delle certezze, visto che in questo settore ci sono tanti dubbi. Al Simposio, sarà presente anche il presidente dell'Associazione Integratori & Salute, Germano Scarpa, che parteciperà alla plenaria, ma ci saranno anche rappresentanti del Ministero della Salute, che parleranno delle innovazioni normative. La farmacovigilanza non è una novità. È una pratica che c'è sempre stata e sempre ci sarà e il ruolo del farmacista in questo ambito è estremamente importante perché, in qualità di dispensatore del farmaco, ha la possibilità, in prima persona, di educare a come deve essere usato il medicinale. Quindi è molto importante, per l'industria, trasferire direttamente al farmacista le giuste nozioni in modo che possa trasmettere al paziente tutte le informazioni necessarie a gestire il farmaco, e anche nella sessione della farmacovigilanza sarà presente un esponente AIFA.

Anche i farmacisti, dunque, sono invitati a partecipare al Simposio. Cosa aspettarsi dalla collaborazione tra l'industria del farmaco e questo operatore sanitario?

La farmacia, in particolare la farmacia dei servizi, è diventata sempre più importante. Attraverso i farmacisti, l'industria del farmaco può raggiungere l'obiettivo di migliorare l'accuratezza, l'appropriatezza e l'accesso alle cure, nonché l'aderenza alla terapia che si traduce in efficacia dei trattamenti. Avere i farmacisti a bordo, integrati con l'industria del farmaco e con la catena di fornitura, distribuzione e dispensazione, è fondamentale proprio per questo loro ruolo 'ponte' che garantisce il miglior accesso alle cure.

Sabina Mastrangelo
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