Sanità

set12016

Sisma, stop a invio di aiuti senza coordinamento. No a collette farmaci via social

Sisma, stop a invio di aiuti senza coordinamento. No a collette farmaci via social
Stop all'invio di aiuti, in particolare di farmaci, privi di un coordinamento. Il messaggio arriva da più parti ed è chiaro: «Nelle zone terremotate queste manifestazioni di affetto e solidarietà nella realtà dei fatti rischiano di mandare in tilt la macchina dei soccorsi che si muove su binari istituzionali e sulla valutazione delle reali necessità» a dirlo sono i farmacisti dell'Associazione Farmacisti Volontari in Protezione Civile di Verona operativo con la farmacia mobile dell'associazione. «Capita» segnalano a titolo di esempio «che arrivino in una tendopoli senza bambini piccoli, casse e casse di inutili pannolini per l'infanzia. I farmacisti operativi nelle zone terremotate sono stati costretti a respingere al mittente forniture di farmaci, integratori e altri prodotti assolutamente non necessari, quindi inutili, mentre contemporaneamente si manifestava la reale necessità di prodotti per la pulizia delle orecchie e la protezione delle labbra da destinare ai soccorritori che lavorano in condizioni quasi proibitive per l'eccessivo pulviscolo presente (nei giorni scorsi era stata, invece, registrata la necessità, tempestivamente soddisfatta, di importanti quantitativi di colliri). Alla luce di ciò Federfarma Verona si è fatta carico di reperire urgentemente i prodotti richiesti oggi pomeriggio, che già domani verranno recapitati direttamente in loco, senza sprechi e anomalie di alcun genere. Si ricorda che, come indica la legge, i farmacisti sono autorizzati a distribuire alla popolazione solo farmaci di provenienza accertata e con garanzie anche per il trasporto». In particolare, «richiamano l'attenzione dei cittadini sulla criticità delle "collette" di farmaci promosse dai social». Criticità analoga la segnalano i farmacisti dell'ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno: «Non mandate più farmaci» è l'appello mandato dalla Sifo. Il direttore del dipartimento farmaceutico dell'ospedale di Ascoli, Isidoro Mazzoni, di concerto con la direzione del nosocomio, spiega che è importante diffondere il più possibile questo appello, perché nel distretto stanno continuando ad arrivare medicinali e altro materiale sanitario in eccesso. «Così si rischia di intralciare l'attività» dice Mazzoni. Oltretutto le farmacie di comunità della zona terremotata di Ascoli Piceno sono perfettamente agibili e operative.

Simona Zazzetta
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