Sanità

nov292018

Sistema Farmacia Italia, si punta a crescita ricavi: servizi a terzi nel mirino

Sistema Farmacia Italia, si punta a crescita ricavi: servizi a terzi nel mirino
Duemila affiliati per iniziare, meglio con gennaio 2019. E un'una tantum da 50 a 100 euro per iscriversi a Sistema Farmacia Italia (Sfi) Srl con procedura online: tariffa dimezzata alle farmacie rurali sussidiate e intera per le urbane. Sono le novità relative alla newco istituita a giugno al 50% da Federfarma e Federfarma Servizi per sviluppare i servizi delle farmacie ed affrontare con rinnovata efficienza l'ingresso delle società di capitali dopo l'approvazione, l'anno scorso, della legge 124 sulla concorrenza. Nuovi dettagli sul progetto sono stati illustrati a Bergamo, tappa di un giro "didattico" per le città italiane. Il processo che porterà da una parte a risparmiare di più con economie di scala e dall'altra a guadagnare di più puntando sui servizi professionali è a "geometrie variabili", così che dal più grande al più piccolo ogni socio possa crescere. Come ha spiegato il presidente Sfi Alfredo Procaccini, le farmacie grazie alla nuova società potranno negoziare accordi con fondi integrativi, case farmaceutiche, Asl e regioni. E grazie alle società scientifiche di categoria fruiranno di una formazione mirata e standardizzata. Per acquisti centralizzati, fornitura servizi e formazione utilizzeranno piattaforme comuni e, in vista dell'adesione (volontaria) agli accordi stessi, saranno classificate in base alla stazza: tipo A le più piccole, con poca strumentazione e forte rapporto con il cliente, che possono aderire a progetti di monitoraggio dell'aderenza terapeutica e farmacosorveglianza; tipo B quelle che già oggi offrono esami di primo livello in base al dlgs 153/09; e tipo C quelle che offrono già oggi servizi di telemedicina. Per inciso una farmacia di tipo C può incarnare tutte e tre le tipologie, sulle prime 379 farmacie aderenti, come spiega Procaccini, «tutte sono classificabili per offrire i servizi sub A, di esse 282 sono classificabili come "B" (offerta esami di primo livello ndr) e 230 come "C". Tutte potranno appoggiarsi ai servizi della rete SFI ed utilizzeranno gli stessi criteri di classificazione per gli strumenti, per gli esami».

A Bergamo è stato posto l'accento più che sulla parte commerciale del progetto -forniture per gruppi d'acquisto e conseguente calo dei costi - sulla parte professionale da cui potrebbero derivare vantaggi di fatturato. Nei loro interventi, Marco Cossolo presidente nazionale di Federfarma, e Procaccini hanno sottolineato che le farmacie manterranno le iniziative autonome avviate e gli accordi commerciali già promossi attraverso le cooperative; l'apporto di Sfi Srl sarà per progetti supplementari e su più larga scala, e per il futuro. Per partire ci vogliono minimo 2 mila adesioni ora, ma il target finale è i 18 mila iscritti Federfarma. Ingresso possibile anche alle farmacie-aziende. «Ovviamente, più capitali ha più la farmacia può permettersi consulenti, direttori finanziari, marketing o formazione. L'aderente-target di Sfi, non ha risorse per questo ma può ottenerle se il sindacato mette a disposizione il sistema coop», dice Cossolo. «Con Antonello Mirone (presidente di Federfarma Servizi, ndr.) abbiamo avuto l'idea di usare ciò che già abbiamo, il mondo delle cooperative e le articolazioni provinciali che ci permettono un continuo dialogo». Cossolo sottolinea anche come, posta la ripartizione in tre delle voci di bilancio di una farmacia, ricavi Ssn, ricavi per contanti e ricavi diversi (dove si inseriscono proventi della distribuzione per conto e molte altre voci, premi ottenuti, attività di branding e con industrie), «nei budget dei business plan delle più importanti catene di farmacie il punto "ricavi diversi" può valere a tendere il 10% del margine contribuzione lordo in valore aggiunto. In altre parole, con margine contribuzione lordo da 300 mila euro annui in questi business plan si prevede nell'arco di 5 anni di intascare 30 mila euro solo attraverso servizi offerti a terzi in forma collettiva». E ricorda come «anche la Grande distribuzione organizzata oggi tenda a trasformare il fornitore in cliente proponendogli forme di promozione».

Mauro Miserendino
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