Sanità

dic102018

Società proprietarie farmacie, la categoria: limiti certi e maggioranza a farmacisti

Società proprietarie farmacie, la categoria: limiti certi e maggioranza a farmacisti
Apprezzamento e condivisione da parte della categoria dei farmacisti per le parole del ministro Grillo all'indomani dell'eliminazione dal testo del ddl Bilancio dell'emendamento che richiedeva alle società titolari di farmacia che il 51% del capitale di gestione fosse rappresentato da farmacisti iscritti all'Albo professionale. A esprimerlo sono le rappresentanze della professione e dei titolari. Il Comitato centrale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti (Fofi) ha sottolineato come in una fase critica come quella attuale del Servizio sanitario nazionale, diventi "cruciale mettere al servizio dei cittadini un sistema sanitario territoriale efficiente, nel quale le farmacie di comunità possano garantire sempre di più universalità ed equità di accesso, qualità delle cure e buon governo della spesa". Ha anche ricordato che la rete assistenziale rappresentata dalle farmacie, "oggi risente di una situazione economica negativa, che ha già causato la chiusura di molte farmacie e mette a rischio la sua capillare presenza sul territorio" e che, con riferimento alla legge 124, ci sono i presupposti per "aprire la strada alla creazione di oligopoli, con una forte prevalenza degli obiettivi di profitto e di mercato e con conseguenze negative per la qualità del servizio reso alla popolazione". In questo scenario l'emendamento che prevede la maggioranza della componente professionale all'interno delle società che possiedono farmacie può rappresentare un importante correttivo per salvaguardare e potenziare la capillare rete delle farmacie di comunità, integrata nel Ssn e coerente con la sua mission".
Essenziale anche per Federfarma prevedere maggioranza farmacisti nella compagine sociale: "Assicura alla farmacia un'indipendenza professionale ed evita lo sviluppo di un servizio farmaceutico a due velocità, più efficiente nelle zone redditualmente più ricche. Anche per le società tra altri professionisti esistono vincoli, addirittura più stringenti. D'altro canto, la presenza di investitori, purché limitata al 49%, rappresenta un elemento positivo di equilibrio in quanto può agevolare l'accesso all'esercizio della professione in farmacia da parte di tanti giovani laureati, che non hanno proprie capacità economiche di investimento. Ad oggi la vendita delle farmacie alle società di capitali è stata marginale e conseguente alle difficoltà create nel settore dai tagli negli ultimi anni. Non è svendendo le farmacie al capitale che si risolvono i problemi di sostenibilità. È invece necessario garantire il sereno svolgimento del servizio farmaceutico sia nei piccoli che nei grandi centri".

Intanto, il testo della Manovra entra al Senato dopo l'approvazione alla Camera di sabato e a partire da oggi la Commissione Bilancio sarà impegnata con l'esame del Ddl.
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