FITOTERAPIA

set52014

Sostanze ad azione nootropa: effetti su neurotrasmettitori

Le sostanze naturali ad azione nootropa stimolano il rilascio di neurotrasmettitori a livello cerebrale. Soprattutto quelle coinvolte nel pathway dell'aceticolina possono risultare utili nel controllo demenza senile e in soggetti affetti da morbo di Alzheimer

Una sostanza si definisce "nootropa" (Noo) (dal greco "noos"=mente "tropein"= svegliare) quando ha la capacità di aumentare le prestazioni cognitive e celebrali di un individuo. Questo effetto può essere frutto di una stimolazione diretta del Noo sui recettori celebrali oppure causato da un aumento transitorio di neurotrasmettitori endogeni (NT). In quest'ultimo caso un Noo può concorrere fornendo all'organismo i precursori dei NT e/o alcuni cofattori che collaborano alla loro produzione. Un esempio di Noo naturale è la Griffonia simplicifolia nei cui semi si concentra il 5-Hpt, il diretto precursore della serotonina. Nei semi di Mucuna pruriens si trovano invece elevati livelli di L-Dopa, un intermedio della via biosintetica della dopamina. Anche nelle comuni fave si trova la L-Dopa questa volta assieme alla carbidopa, l'enzima che blocca la sua conversione in dopamina a livello periferico, permettendo alla stessa di concentrarsi nel cervello. Questi estratti possono risultare utili anche in soggetti affetti da morbo di Parkinson per il controllo della sintomatologia discinesiaca. Esistono in natura altri esempi di inibitori enzimatici potenzialmente utili come Noo. Ad esempio il Peganum armala, ma anche le più comuni Passiflora e Rhodiola rosea, contengono molecole che inibiscono le Mao, ovvero gli enzimi deputati alla deaminazione ossidativa delle amine endogene. La loro assunzione determina un aumento dei livelli sia pre-sinaptici che sinaptici di noradrenalina e di serotonina. Il Nt che tuttavia più di altri è coinvolto nell'apprendimento e nel controllo della demenza sia negli anziani che nei soggetti affetti da Alzheimer è l'acetilcolina (Ach). Alcune molecole di origine vegetale come la galantamina e l'huperzina ma anche alcuni estratti di piante come la Bacopa monnieri e la Salvia lavandulaefolia, sono coinvolte nel pathway dell'Ach e sono già state testate a livello clinico. Esse hanno in comune un'azione inibitrice sull'enzima acetilcolinesterasi che catalizza il metabolismo dell'Ach e la loro assunzione provoca un aumento della conc. del Nte a livello sinaptico. Anche in questo caso possiamo trovare fonti naturali del precursore dell'Ach, sotto forma di colina alfoscerato. Essa si trova complessata con il diacilglicerolo nella fosfatidilcolina, ovvero il maggior componente della lecitina di soia. Studi recenti hanno dimostrato che l'assunzione concomitante di colina alfoscerato e farmaci inibitori dell'aceticolinesterasi risulta più potente nel controllo dell'Alzheimer rispetto al farmaco da solo.

Angelo Siviero
Farmacista esperto in fitoterapia e galenica
info@fitovallee.com

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