feb62012
Sostanze vietate in alimenti ma presenti negli integratori
Alcuni integratori alimentari di origine vegetale contengono una sostanza tossica, l’alchilbenzene, in quantità tale da determinare, come dimostrato da sperimentazioni sugli animali, un aumento di casi di cancro al fegato
Alcuni integratori alimentari di origine vegetale contengono una sostanza tossica, l’alchilbenzene, in quantità tale da determinare, come dimostrato da sperimentazioni sugli animali, un aumento di casi di cancro al fegato. La sostanza è già vietata nell'Unione europea come aromatizzante per gli alimenti ma non ancora vietata per gli integratori alimentari. Lo ha segnalato uno studio pubblicato su Food and nutrition sciences, in cui un team di ricercatori dell'università di Wageningen, nei Paesi Bassi, e dell'università di Milano, ha scoperto che sono in vendita alcuni integratori alimentari vegetali contenenti tali sostanze a livelli paragonabili a quelli che aumentano i casi di cancro nei test sperimentali sugli animali. Nell’analisi sono stati valutati 30 composti di integratori alimentari a base di basilico, finocchio, noce moscata, sassofrasso, cannella o calamo o i loro oli essenziali, e alcuni di questi prodotti contengono livelli relativamente alti di alchilbenzeni o composti del gruppo degli alcaloidi pirrolizidinici. L'uso di questi ultimi è già proibito per i cibi e per gli integratori alimentari vegetali nella maggior parte degli Stati membri dell'Unione, così come è proibito l'uso di alcuni alchilbenzeni (estragolo, metileugenolo, safrolo o beta-asarone) come sostanze aromatizzanti negli alimenti, ma mancano ancora le norme che stabiliscano limitazioni sulla presenza degli alchilbenzeni negli integratori alimentari.