Sanità

feb282019

Sostituzione in farmacia, da farmacisti impegno a continuità del generico per favorire aderenza

Sostituzione in farmacia, da farmacisti impegno a continuità del generico per favorire aderenza
«Da tempo le farmacie del territorio, in Lombardia,lavorano condividendouna linea per cui nel paziente anziano abitudinario con più morbilità compresenti è preferibile mantenere la continuità con lo stesso farmaco equivalente anziché sostituire». Francesco Rastrelli presidente dell'Ordine dei farmacisti di Brescia commenta gli esiti riportati al congresso Fimmg Lombardia della ricerca dell'Università di Pavia secondo cui per ogni sostituzione di un farmaco, decresce la capacità del paziente cronico di aderire alla terapia. Fino ai 19 punti percentuali (dal 97 al 78%) della sertralina. La ricerca su sei Asl (bacino d'utenza oltre 3 milioni di abitanti) sviluppata nell'arco di tre anni, a cura dell'economista Giorgio Lorenzo Colombo su sei ex-Asl indica che la farmacia territoriale partecipante a un programma di sorveglianza dell'aderenza terapeutica, dove si presume un rapporto fiduciario forte con i pazienti, bene farebbe a sostituire il meno possibile un generico con un altro bioequivalente.

«Premesso che l'equivalente è entrato nell'uso ordinario e quotidiano, la normativa nazionale è applicata e il dualismo branded-generico non è più percepibile come qualche anno fa -dice Rastrelli- può avvenire che, specie per un utente abitudinario, il confezionamento esteriore rappresenti un motivo di indugio. È auspicato e auspicabile garantire una sorta di continuità di cura al paziente». Rastrelli è delegato degli Ordini dei Farmacisti della Lombardia e in passato ha promosso un tavolo di lavoro, con gli Ordini dei medici di Brescia, per condividere modalità uniformi con i medici di medicina generale sulla farmaceutica. «Dal tavolo -ricorda Rastrelli- era nato un documento che si poneva anche l'obiettivo di contribuire, in particolare nei profili di cronicità, alla continuità con lo stesso farmaco cui il paziente è abituato, logicamente qualora sia possibile e facilmente realizzabile in relazione alla reperibilità dei medicinali nel normale ciclo distributivo». Di fatto, quel documento è tuttora di strettissima attualità.

«Sulle polipatologie, e con soggetti anziani -dice Rastrelli- è importante semplificare le cose e credo che di questo le farmacie territoriali in Lombardia siano consapevoli, al di là dell'esperienza che abbiamo intrapreso a Brescia in tema di monitoraggio dell'aderenza alle terapie. La farmacia sul formato fa scelte che tendono a mantenersi nel tempo, solitamente non capita di cambiare fornitore ogni settimana od ogni mese». Il problema sotteso nell'indagine sembra riguardare in particolare il rischio di perdere "compliance" in zone ad alta densità abitativa -aree metropolitane- dove il paziente ha molte farmacie intorno a sé e ognuna dispensa un suo equivalente dello stesso principio attivo. Ma sul punto Rastrelli rassicura: «Tra gli elementi che rappresentano un punto di forza della farmacia territoriale c'è quello dato dalla fedeltà dell'utente, le analisi di mercato confermano che più del70% degli anziani e dei cronici, usciti dallo studio del medico di famiglia, si recano nella "loro" farmacia. La relazione sanitario-utente è solida e su base fiduciaria, è una delle caratteristiche fondanti del sistema Farmacia-Italia».

Mauro Miserendino
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