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Farmaci e dintorni

27 Giugno 2017

Prodotti cosmetici, Fda: migliorare sorveglianza per aumentare la sicurezza


Una nuova lettera di ricerca pubblicata su Jama Internal Medicine suggerisce che sia necessaria una migliore sorveglianza dei prodotti cosmetici e per la cura personale negli Stati Uniti.

La Food and Drug Administration (Fda) statunitense definisce i cosmetici come articoli per la bellezza, per la pulizia o per alterare l'apparenza fisica. Ci sono state parecchie controversie relative a cosmetici come lucidalabbra, rossetti e mascara adulterati con prostaglandine, e nel 2014 la Fda ha messo sotto indagine diversi balsami per i capelli dopo aver ricevuto lamentele da 127 utilizzatori; solo in seguito la Fda stessa ha scoperto che i produttori avevano già ricevuto 21.000 reclami per alopecia e irritazioni del cuoio capelluto, ma il prodotto è ancora attualmente in vendita. Per incoraggiare maggiore trasparenza il Center for Food Safety and Applied Nutrition's Adverse Event Reporting System (Cfsan) della Fda ha reso pubblico il suo archivio con eventi avversi correlati a cibi, integratori dietetici e cosmetici.

«A differenza di quanto avviene per dispositivi e prodotti farmaceutici, i produttori di cosmetici non hanno alcun obbligo legale di trasmettere gli eventi avversi alla FDA» afferma Shuai Xu, della Northwestern University Feinberg School of Medicine, Chicago, che ha guidato il gruppo di studio e che poi aggiunge: «L'archivio della Fda riflette solo una piccola percentuale di tutti gli eventi. I dati suggeriscono che i consumatori attribuiscono una significativa proporzione di gravi conseguenze sanitarie ai prodotti cosmetici».

Per fare chiarezza, gli autori hanno esaminato gli eventi avversi per i cosmetici e prodotti per la cura personale nell'archivio Cfsan, che includeva l'invio volontario di rapporti da parte di consumatori e professionisti del settore sanitario.

L'analisi ha mostrato che si sono presentati 5.144 eventi avversi tra il 2004 al 2016, in media 396 eventi all'anno. Nel 2015 sono stati segnalati 706 eventi e nell'anno successivo 1.591 eventi, con un aumento di eventi avversi rispetto alla media e riguardanti in particolare prodotti per la cura dei capelli. I prodotti che venivano citati più frequentemente erano quelli relativi alla cura dei capelli, alla cura della pelle e ai tatuaggi.

Gli autori avvertono che lo studio presenta delle limitazioni, tra le quali il fatto che la causalità degli eventi avversi non può essere determinata dai dati, e che gli eventi sono auto-segnalati e non è possibile distinguere i rapporti dei consumatori da quelli degli operatori sanitari.

«Prendendo in prestito innovazioni che sono state sviluppate per una sorveglianza attiva efficiente e conveniente di medicinali e dispositivi medici, la supervisione dei cosmetici può essere modernizzata senza creare un carico improprio al processo normativo» commenta in un editoriale di accompagnamento Robert Califf, del Department of Medicine alla Duke University School of Medicine di Durham, in North Carolina. «Utilizzando questi nuovi strumenti per raccogliere e analizzare i giusti tipi di dati empirici, possiamo arrivare ad assicurare gli alti livelli di sicurezza che le persone negli Stati Uniti hanno il diritto di aspettarsi» conclude.

Jama Internal Medicine2017. doi:10.1001/jamainternmed.2017.2762
http://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/10.1001/jamainternmed.2017.2762

Jama Internal Medicine2017. doi:10.1001/jamainternmed.2017.2773
https://dx.doi.org/10.1001/jamainternmed.2017.2773

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