Sanità

lug232021

Spesa e consumo farmaci nell'anno del Covid. Da Aifa i dati sul 2020

Spesa e consumo farmaci nell’anno del Covid. Da Aifa i dati sul 2020

Nel 2020 in Italia la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) è stata pari a 30,5 miliardi di euro, stabile rispetto all'anno precedente. I dati Osmed

Nel 2020 in Italia la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) è stata pari a 30,5 miliardi di euro, stabile rispetto all'anno precedente, con un calo dei consumi degli antibiotici, un aumento delle richieste di vaccino antinfluenzale un picco di prescrizione di psicofarmaci. Questi alcuni aspetti che emergono dal Rapporto nazionale realizzato dall'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (Osmed) dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, presentato oggi che fotografa i cambiamenti sull'uso dei farmaci nel corso del 2020 che la pandemia ha comportano in modo diretto o indiretto.

Spesa farmaceutica stabile a 30,5 miliardi di euro

La spesa farmaceutica nazionale totale del 2020, pari a 30,5 miliardi di euro, "rappresenta un'importante componente della spesa sanitaria nazionale che incide per l'1,8% sul Prodotto Interno Lordo". La spesa pubblica, con un valore di 23,4 miliardi, rappresenta il 76,5% della spesa farmaceutica complessiva e il 18,9% della spesa sanitaria pubblica, ed è rimasta pressoché stabile rispetto al 2019 (-0,8%). Nel 2020 la spesa farmaceutica territoriale complessiva, pubblica e privata, è stata pari a 20,5 miliardi di euro con una diminuzione del 2,6% rispetto all'anno precedente. È possibile notare una riduzione sia della spesa territoriale pubblica sia di quella privata.
La spesa territoriale pubblica, comprensiva della spesa dei farmaci di classe A erogati in regime di assistenza convenzionata e in distribuzione diretta e per conto, è stata di 11,9 miliardi di euro, in riduzione del 3,0% in confronto al 2019; tale andamento è stato determinato prevalentemente dalla riduzione della spesa per i farmaci in distribuzione diretta e per conto (-4,9%). La spesa per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche è stata di circa 13,5 miliardi di euro (222,87 euro pro capite), stabile sia nella spesa (+0,9%) sia nei consumi (+1,5%) rispetto all'anno precedente. La spesa farmaceutica pro capite del 2020, comprensiva dei medicinali acquistati direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche e di quelli erogati attraverso il canale della convenzionata, è stata pari a 385,88 euro, in lieve riduzione rispetto all'anno precedente. I consumi sono stati pari a 1.163,4 dosi Ddd (Dose definita giornaliera) per 1.000 abitanti al giorno, stabili rispetto al 2019.

Classi terapeutiche e spesa. Cardiovascolari in testa

I farmaci cardiovascolari hanno rappresentato la classe terapeutica a maggiore spesa (49,05 euro pro capite) e consumo (484,7 Ddd) nel canale della convenzionata, mentre i farmaci antineoplastici e immunomodulatori e i farmaci del sangue e organi emopoietici sono stati quelli rispettivamente a maggiore spesa (102,88 euro pro capite) e consumo (49 Ddd) tra i prodotti farmaceutici acquistati direttamente dalle strutture pubbliche. Campania al primo posto per spesa pro capite medicinali a carico Ssn. Ci sono infatti, differenze geografiche: e se la Regione con il valore più alto di spesa lorda pro capite per i farmaci di classe A-Ssn è stata la Campania con 197,3 euro, il valore più basso è stato registrato nella Provincia autonoma di Bolzano (114,4 euro).

Antibiotici in calo. Cresciuti i vaccini antiflu

Tra le categorie analizzate, il report Osmed segnala la riduzione del consumo degli antibiotici rispetto al 2019 - un calo pari al 21,7% - che "potrebbe essere attribuita alla modifica dei modelli organizzativi (accesso agli ambulatori dei medici e pediatri di famiglia, adozione della ricetta elettronica) e alla diffusione dei dispositivi di protezione individuale", le mascherine, "che può aver ridotto la trasmissione delle infezioni batteriche", ipotizzano gli autori del report. Negli ultimi 7 anni, ricorda il Rapporto, c'è stata a una costante diminuzione del loro consumo, con valori che sono passati da 19,7 dosi giornaliere (Ddd) nel 2014 a 13,9 nel 2020, il calo più importante è stato registrato proprio nel 2020 rispetto all'anno precedente. In particolare, le associazioni di penicilline, quasi interamente rappresentate da amoxicillina+acido clavulanico, rimangono la categoria a maggior prescrizione (4,8 Ddd) e nel 2020 fanno osservare una spesa di 2,90 euro pro capite (-25,0% e -21,1% in confronto al 2019 rispettivamente per consumi e spesa). La maggior parte dei sottogruppi di antibiotici ha fatto registrare una riduzione dei consumi rispetto all'anno precedente. Spicca invece l'incremento dell'azitromicina, +11,5% rispetto al 2019, che "potrebbe essere spiegato dal trattamento delle sovrainfezioni batteriche nei pazienti affetti da Covid-19", spiegano gli autori del report, mentre la claritromicina ha evidenziato una riduzione superiore al 30%. Di certo lo shock per l'emergenza Covid e l'attività di sensibilizzazione delle istituzioni sanitarie in vista di una nuova stagione invernale dopo la prima ondata pandemica, ha inciso sulla scelta di molte persone di vaccinarsi contro l'influenza. Come testimonia la crescita del 23,6% dei consumi del vaccino antinfluenzale, legata a un aumento dell'adesione all'ultima campagna.

Equivalenti, fascia A e C e automedicazione

Per quanto riguarda il capitolo farmaci a brevetto scaduto, questi hanno costituito il 67,6% della spesa e l'84,8% dei consumi in regime di assistenza convenzionata di classe A. La quota percentuale dei farmaci equivalenti, a esclusione di quelli che hanno goduto di copertura brevettuale, ha rappresentato il 20,5% della spesa e il 30,7% dei consumi. Per i biosimilari si confermano un aumento nel consumo delle specialità medicinali disponibili da più tempo e un trend positivo per i farmaci di più recente commercializzazione (anti TNF-alfa, bevacizumab, insuline fast acting, insuline long acting, rituximab e trastuzumab), sebbene sia rimasta una certa variabilità regionale per consumo e incidenza di spesa. In Italia si registra ancora una bassa una bassa incidenza della spesa per i farmaci equivalenti rispetto agli altri Paesi europei. Al contrario, si posiziona al secondo e al primo posto nell'incidenza, rispettivamente, della spesa e del consumo per i farmaci biosimilari. Nel confronto sui prezzi emerge come l'Italia, considerando sia i farmaci erogati in ambito territoriale sia quelli in ambito ospedaliero, abbia prezzi superiori solo alla Francia, al Portogallo e alla Polonia. Stabile a 5,7 miliardi la spesa medicinali classe C a carico cittadino, un andamento stabile rispetto al 2019: di questi il 57,8% (3,3 miliardi) è relativo a farmaci con ricetta e il 42,2% (2,4 miliardi) a farmaci di automedicazione (SOP e OTC), comprensivi di quelli erogati negli esercizi commerciali. Anche quest'anno benzodiazepine, contraccettivi e farmaci utilizzati nella disfunzione erettile si confermano le categorie a maggiore spesa.
L'approfondimento su Fans e antipiretici ha mostrato come paracetamolo e ibuprofene siano i principi attivi a maggiore spesa e consumo per questa classe di farmaci. L'approfondimento su Fans e antipiretici ha mostrato come paracetamolo e ibuprofene siano i principi attivi a maggiore spesa e consumo per questa classe di farmaci. Un ulteriore approfondimento è stato dedicato agli antitussivi, che hanno registrato un consumo di 11,3 DDD e una spesa pro capite di 3,4 euro, in riduzione, rispettivamente, del 16,4% e del 27,1% in confronto al 2019. Tra i farmaci di fascia A acquistati privatamente dal cittadino, nel 2020, il colecalciferolo, il pantoprazolo e il ketoprofene risultano quelli a maggior spesa. L'amoxicillina in associazione all'acido clavulanico, al primo posto nel 2019, si colloca in quarta posizione, avendo registrato una riduzione della spesa privata. Tra i farmaci di automedicazione, i derivati dell'acido propionico rappresentano il 10,1% della spesa complessiva e i primi principi attivi per spesa sono diclofenac, ibuprofene e paracetamolo.
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