Sanità

mag262016

Spesa farmaceutica, Aifa: infranti tetti per ospedali e distribuzione diretta, calo acquisti su territorio

Spesa farmaceutica, Aifa: infranti tetti per ospedali e distribuzione diretta, calo acquisti su territorio
La spesa farmaceutica ospedaliera cresce molto nel 2015, e cresce anche (del 50%) quella per la distribuzione diretta di farmaci di fascia A acquistati dalle aziende sanitarie e dispensati negli ospedali o nelle farmacie. Peraltro, la distribuzione diretta è per la prima volta attribuita alla spesa territoriale nel Monitoraggio della Spesa Farmaceutica nazionale e regionale appena rilasciato dall'Agenzia del Farmaco. Si tratta dei dati di tutto lo scorso anno, di cui avevamo avuto un trend gennaio-agosto in autunno, trend che si conferma ora a consuntivo.
La spesa farmaceutica totale in Italia ha sfondato di 1,88 miliardi il preventivo. In quella cifra sono compresi 0,5 miliardi del Fondo farmaci innovativi, ma è anche considerato il ripiano a carico della filiera farmaceutica in caso di sforamento dei tetti (pay-back). A fronte di un tetto complessivo preventivato pari al 14,35% del Fondo sanitario nazionale (11,35% di spesa territoriale e 3,50 di spesa ospedaliera) l'esborso si è assestato al 16,58%. Di 18,8 miliardi sborsati, 4,92 sono di distribuzione diretta, 8,48 di spesa territoriale, il resto di spesa ospedaliera. Per quest'ultima, rispetto al 3,5% di tetto previsto si è speso oltre un punto e mezzo in più (5,1% che al netto del pay back diventa 4,9). Però c'è una provincia che non ha sforato: è il Trentino che in ospedale ha speso il 3,3% del Fondo sanitario; le altre regioni si assestano oltre il 4% con una punta del 6,37% in Toscana. Sul territorio invece l'attribuzione della spesa in distribuzione diretta a quella territoriale porta il nuovo capitolo a contare per l'11,66% della spesa sanitaria con 331 milioni di sforamento rispetto al tetto preventivato. Considerando la sola spesa nelle farmacie, i consumi però diminuiscono dell'1,1% che diventa 1,4% se si considera quanto la filiera restituisce di "pay-back". Nello specifico delle regioni, gli acquisti aumentano del 2,2% in Lombardia, ma sono in calo altrove, con una punta del - 5,9% in Sicilia, dove diminuisce anche più che in Continente (-8%) il ticket pagato dai cittadini, segno di un minor consumo. L'ammontare della compartecipazione tra ticket e differenza di prezzo tra farmaco prescritto e generico è in leggero aumento (1,4%) a livello nazionale.
La quasi-stabilizzazione nella spesa "out of pocket" è uno dei dati d'interesse rilevati sulle tendenze nei consumi. Un secondo dato è che i ticket sulla ricetta sono solo una piccola parte della spesa del cittadino, pari a un terzo dei 1521 milioni spesi di tasca dal contribuente; il restante 66% è dato dalla quota di compartecipazione versata sui farmaci a brevetto scaduto per la differenza tra il prezzo del farmaco dispensato in farmacia e la cifra coperta dal sistema sanitario per il principio attivo dal costo più basso. Altro dato importante: diminuisce per la prima volta da qualche anno il numero di ricette prodotte (del 2,2%, da 609 a 596 milioni), e in regioni come il Veneto c'è un crollo del 7,23%. I medici hanno prescritto meno? Non in dosi: le Defined daily dose utilizzate l'anno scorso sono aumentate del 7,64% medio, da 23 a 24,7 milioni.

Mauro Miserendino
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