Sanità

giu92016

Spesa farmaceutica, Assogenerici: basta a misure contabili di corto respiro

Spesa farmaceutica, Assogenerici: basta a misure contabili di corto respiro
Basta a misure contabili di corto respiro. Così il presidente di Assogenerici Enrique Häusermann commenta il recente rapporto Gimbe dove si stima uno spreco di poco meno di 25 miliardi per il 2015, determinato in larga misura dal sovra utilizzo di beni e di prestazioni ma anche da frodi e da mancanza di coordinamento. Dati che evidenziano come «la sopravvivenza del Servizio sanitario universalistico è affidata alla capacità di compiere scelte capaci di generare effetti sul lungo termine e che non sono più sufficienti le misure di contenimento della spesa ormai riproposte in troppe occasioni».

«Esistono fattori destinati a durare nel tempo, a cominciare dall'innovazione farmacologica, che vanno affrontati con una risposta di lungo periodo: stimando i fabbisogni e valutando le prestazioni sulla base del loro valore» dice Häusermann. Del resto la nota evidenzia come sia il rapporto presentato dal Gimbe sia l'audizione alla Commissione Sanità del Senato del Presidente dell'Aifa Mario Melazzini convergano su questa tesi. «E se si pone l'accento sul valore di ciò che il Servizio sanitario acquista, è arduo non considerare che equivalenti e biosimilari ottimizzano il valore dell'investimento pubblico in salute» prosegue il presidente di Assogenerici. «Eppure ancora vi sono rilevanti barriere nel mercato italiano».

Assogenerici, poi, prende atto con soddisfazione della dichiarazione del presidente Melazzini sull'inefficacia del sistema del pay-back: «Un meccanismo che finisce con il penalizzare proprio un comparto, il nostro, che contribuisce da anni a contenere la spesa farmaceutica. È ormai inevitabile, come dichiarato da Melazzini, che tutto il sistema del rimborso da parte del Ssn, in particolare per i medicinali a più alto costo, venga incardinato su concetti come il pagamento in base ai risultati o la condivisione del rischio. È vero: occorre una linea politica precisa e occorre che si riprenda a investire in sanità, ma scegliendo oculatamente su che cosa investire. Gli strumenti per farlo non mancano, ma non è più possibile rimandare ulteriormente una seria riforma di tutta la governance» conclude il presidente di Assogenerici.
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