Sanità

dic112019

Spesa farmaceutica: Assogenerici: brand in calo, generici in crescita lenta. Biosimilari +109%

Spesa farmaceutica: Assogenerici: brand in calo, generici in crescita lenta. Biosimilari +109%

Nei primi nove mesi del 2019 si registra un calo dei prodotti coperti da brevetto, una lenta crescita dei farmaci equivalenti e una "performance di maggior rilievo" dei biosimilari. Il report di Assogenerici

Nei primi nove mesi del 2019, in cui si conferma il trend di decrescita dei consumi in farmacia registrato all'inizio dell'anno, si registrano un calo dei prodotti coperti da brevetto, una lenta crescita dei farmaci equivalenti e una "performance di maggior rilievo" dei biosimilari con una crescita dei consumi dl 109,2%rispetto allo stesso periodo del 2018.
È quanto segnala il Report realizzato dall'Ufficio studi Assogenerici sul mercato off-patent nei primi nove mesi dell'anno.
In una nota stampa, l'associazione dei produttori di farmaci generici riporta il di decrescita dei consumi in farmacia: "da gennaio a settembre la spesa farmaceutica complessiva nel canale farmacia è ammontata ad un totale di 7,8 miliardi di euro per 1,4 milioni di confezioni vendute. I farmaci equivalenti hanno assorbito il 22% del mercato a volumi e il 14% a valori". Per quanto riguarda i consumi rimborsati, "le confezioni dispensate a carico del Ssn sono diminuite dello 0,6%" e se a perdere terreno sono i prodotti coperti da brevetto, scesi del 5,2% a unità, il segmento dei farmaci equivalenti, "cresce lentamente con un aumento dell'1,8% rispetto a gennaio-settembre 2018". Spesa rimborsata sostanzialmente stabile: i prodotti sotto brevetto hanno registrato una flessione del 6,5%, mentre gli equivalenti hanno quotato una crescita del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A fare la parte da leone nel mercato analizzato sono i biosimilarinei primi nove mesi dell'anno hanno registrato una crescita dei consumi del 109,2%


Equivalenti, giro d'affari in classe A

Assogenerici sottolinea, in particolare, che in classe A "si concentra l'89% delle confezioni vendute (su un totale di 309 milioni) e l'82% del fatturato realizzato (su un totale di 1,1 miliardo), mentre resta decisamente più contenuta l'incidenza dei prodotti in classe C (10% a volumi; 17% a valori) e nell'area dell'automedicazione (1% sia a volumi che a valori)". Complessivamente nel canale farmacia, "i prodotti fuori brevetto assorbono il 74% delle confezioni vendute nel canale, senza distinzione di classe (61% a valori), ma con una netta predominanza dei brand a brevetto scaduto, che quotano il 70% a volumi e il 76% a valori del relativo mercato fuori brevetto".


Il mercato ospedaliero

Equivalenti in crescita anche nel mercato ospedaliero in classe A e H, con i volumi che si attestano nei primi nove mesi dell'anno al 29,5% del totale e valori ex factory che si attestano al 6,7%: un dato tuttavia "teorico" che realisticamente corrisponde al 2,4% in valori al prezzo medio delle forniture ospedaliere, notoriamente effettuate solo per bandi di gara. Anche nel mercato ospedaliero dominano i medicinali senza brevetto, che assorbono complessivamente il 67,7% a volumi e uno striminzito 8,4% a valori, mentre i farmaci in esclusiva (protetti da brevetto o privi di generico corrispondente), assorbono il 32,3% a unità e il 91,6% a valori (prezzo medio).


Biosimilari: consumi in rapida crescita

Nel periodo considerato, prosegue la crescita dei biosimilari sul mercato nazionale: i 29 prodotti corrispondenti ai 13 molecole biologiche a brevetto scaduto (Enoxaparina, Epoetine, Etanercept, Filgrastim, Follitropina alfa, Infliximab, Insulina glargine, Rituximab, Somatropina, Insulina Lispo, Trastuzumab e Adalimumab e Pegfilgrastim biosimilari) hanno assorbito il 28% dei consumi nazionali a volumi (17% il dato consolidato 2018) contro il 72% detenuto dai corrispondenti originator, con una crescita del 109,2% rispetto ai primi nove mesi del 2018, al netto dei nuovi principi attivi biosimilari lanciati a partire da settembre 2018. In quattro casi i biosimilari hanno quasi completamente saturato il mercato di riferimento sostituendosi al biologico originatore: Filgrastim (95,89% del mercato a volumi e (92,91% a valori); Epoetine (84,27% a volumi; (73,45% a valori); Infliximab (83,43 a volumi e 69,63% a valori) e Rituximab (84,79% a volumi e 59,70% a valori). Registrano crescite di rilievo anche le molecole di più recente registrazione come adalimumab o trastuzumab, fino ad arrivare al neonato pegfilgrastim biosimilare, in commercio da febbraio e capace di conquistarsi, in soli 7 mesi, il 18,36% del mercato a volumi (10,65% a valori).
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