Sanità

mag222017

Spesa farmaceutica 2016, convenzionata Ssn in calo. Mercato dimezza la crescita

Spesa farmaceutica 2016, convenzionata Ssn in calo. Mercato dimezza la crescita

In un contesto di mercato farmaceutico che chiude il 2016 con un andamento a valori più che dimezzato rispetto al 2015 (6% verso 13,3%), anche la spesa farmaceutica convenzionata netta Ssn registra un calo (-1,3%) rispetto al 2015 mentre continuano a crescere la spesa per farmaci erogati dalle farmacie in regime di Dpc (+8,3% rispetto al 2015), e le relative prescrizioni (quantità: +9,7%). Questo il quadro fotografato dall'analisi della spesa farmaceutica 2016 diffusa da Federfarma in cui si segnala anche il calo del valore medio netto delle ricette spedite in regime convenzionale: valore netto Ssn: -1%; valore lordo -0,5%. Oltre 587 milioni le ricette (media di 9,7 ricette per ciascun cittadino), oltre 1,12 miliardi (+1% rispetto al 2015) le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn e ogni cittadino ha ritirato in farmacia in media 18,5 confezioni di medicinali a carico del Ssn, di prezzo medio pari a 9,55 euro (9,43 euro nel 2015).

«Le farmacie» si legge nell'analisi «continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci Ssn, con lo sconto per fasce di prezzo, che ha prodotto nel 2016 un risparmio di circa 500 milioni di euro, ai quali vanno sommati circa 70 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali. A tali pesanti oneri si è aggiunta, dal 31 luglio 2010, la trattenuta dell'1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%. Tale trattenuta aggiuntiva ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile nel 2016 in oltre 191 milioni di euro. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel 2016, è stato di circa 760 milioni di euro». E ricorda che lo sconto a carico delle farmacie ha un «carattere progressivo in quanto aumenta all'aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali della farmacia siano regressivi rispetto al prezzo. Le farmacie rurali sussidiate e le piccole farmacie a basso fatturato Ssn godono di una riduzione dello sconto dovuto al Ssn».

Per quanto riguarda i ticket, l'incidenza sulla spesa lorda è passata dal 13,7% del 2015 al 14,2% del 2016. Nelle Regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un'incidenza sulla spesa lorda tra l'11,8% e il 20,8% (in Valle d'Aosta). Complessivamente i cittadini hanno pagato oltre 1,5 miliardi di euro di ticket sui farmaci, di cui più del 66% (dato Aifa) dovuto alla differenza di prezzo rispetto al farmaco equivalente meno costoso. Continua ad aumentare l'incidenza dei farmaci inseriti nelle liste di riferimento Aifa a seguito della scadenza del brevetto del farmaco di marca. A livello nazionale l'incidenza delle confezioni di farmaci a brevetto scaduto sul totale delle confezioni erogate in regime di Ssn è a oltre il 77%, mentre la relativa spesa super il 56% del totale.

L'incidenza delle confezioni di generici veri e propri è pari al oltre il 27% del totale per una spesa per a oltre il 16% del totale, con notevoli differenze a livello regionale. Per quanto riguarda la composizione dei consumi di farmaci in regime di SSN, nel 2016 i farmaci per il sistema cardiovascolare si sono confermati la categoria a maggior spesa, pur facendo segnare una diminuzione della spesa (0,7%) a fronte di un leggero incremento dei consumi (+0,4%), a seguito del maggior utilizzo di medicinali a brevetto scaduto di prezzo più basso. Per quanto riguarda, le categorie di farmaci più prescritte anche nel 2016 si collocano al primo posto gli inibitori della pompa acida (farmaci per gastrite, ulcera, reflusso gastrico), che tuttavia fanno segnare un sensibile calo dei consumi (-5,6% rispetto al 2015). All'interno della categoria dei farmaci antipertensivi diminuisce il ricorso agli ace-inibitori associati ai diuretici e aumenta notevolmente quello ai betabloccanti. Continua la crescita nell'utilizzo di vitamina D (+17,4% rispetto al 2015). La specialità medicinale più prescritta, anche nel 2016 (vedi tabella n. 5), è stata la cardioaspirina (farmaco antiaggregante), nonostante il calo delle prescrizioni (-1,2% rispetto al 2015), seguita dal dibase (farmaco per le carenze di vitamina D), in sensibile crescita (+8,7%). In leggera salita anche il lasix (diuretico), mentre calano gli altri farmaci a maggior consumo.


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