Sanità

apr162016

Spesa farmaceutica, da Federfarma secco no ai nuovi tetti. Racca: proposta Regioni inaccettabile

Spesa farmaceutica, da Federfarma secco no ai nuovi tetti. Racca: proposta Regioni inaccettabile
«La revisione dei tetti di spesa farmaceutica che sarebbe stata formulata dalle Regioni non piace a nessuno del settore né a noi di Federfarma né a Farmindustria». A ribadirlo a margine del Convegno istituzionale di Cosmofarma 2016 in svolgimento a Bologna, la presidente di Federfarma Annarosa Racca, dopo le anticipazioni alla stampa di Antonino Saitta, coordinatore degli assessori regionale alla Salute, sulle modifiche che le Regioni hanno intenzione di portare a Palazzo Chigi al tavolo dove si discute del pay back per gli anni 2013-15. In sintesi la proposta delle Regioni vede il superamento dei tetti di spesa classici cioè l'attuale 11,35% (della spesa sanitaria totale) per la farmaceutica territoriale e il 3,5% per la spesa ospedaliera. Le regioni chiedono, a pari impatto sulla spesa totale, due nuove tipologie di tetti: uno per la spesa convenzionata delle farmacie territoriali, e uno per la spesa diretta di Asl e Ospedali sempre più legata a gare pubbliche regionali. Ma vista così per Racca «non sta né in cielo né in terra» e oltretutto si tratta di proposte «ancora non formulate in maniera ufficiale e di cui il Governo non è stato reso partecipe» aggiunge la presidente Federfarma. Il problema principale per Racca è che i farmaci di nuova generazione rimarrebbero confinati nella distribuzione ospedaliera e non tornerebbero, come auspicato, dal sindacato in farmacia. «Ma sicuramente sul tema ci sarà un gran dibattito e noi come Federfarma faremo la nostra parte perché una simile proposta non passi. Sicuri di non essere i soli contrari». Il discorso degli innovativi rappresenta uno dei perni fondamentali della base di discussione proposta dal Sindacato per la nuova Convenzione. «Abbiamo presentato la nostra ipotesi e il nostro documento e speriamo che presto possa partire la trattativa, nella quale rientrano gli innovativi, ma non solo. Da che è stata ratificata l'ultima convenzione» spiega Racca «sono cambiate tante cose. Ma un fatto certo è che adesso ci sono aperture significative rispetto ad anni fa e quindi contiamo di arrivare a un buon risultato» conclude.

Marco Malagutti
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