Sanità

ott162019

Spesa farmaceutica, Regione Puglia: troppo basso l'uso di farmaci generici

Spesa farmaceutica, Regione Puglia: troppo basso l'uso di farmaci generici

Dopo la delibera di ieri che imponeva ai direttori delle Asl di controllare l'utilizzo del colecalciferolo, oggi la Puglia si concentra sull'utilizzo di farmaci generici. Media regionale molto più bassa di quella nazionale

La delibera della Regione Puglia, che chiede alle Asl di intervenire per contenere la spesa farmaceutica (a cominciare dalla terapia della vitamina D con il colecalciferolo) ha aperto un dibattito sull'appropriatezza prescrittiva, ma anche sull'uso di farmaci con costi più contenuti.
Nella delibera si imponeva ai direttori generali delle Asl di attivare controlli sull'utilizzo appropriato del colecalciferolo, il cui consumo è più alto del 38% rispetto alla media nazionale, in particolare in una formulazione monodose in fiale più costosa. La prescrizione delle gocce, al posto delle fiale infatti, potrebbe far risparmiare al servizio sanitario regionale fino a 9 milioni di euro.
A questo proposito è intervenuto Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici di Bari: «Il rischio è di additare i medici come facile capro espiatorio. Se la Regione ritiene che, a fronte di rilevanti differenze di prezzo, la formulazione dei farmaci con colecalciferolo sia identica, dovrebbe segnalare l'anomalia all'Aifa».

Il dibattito si inserisce in una cornice più ampia, in quanto, ogni anno, la spesa per i farmaci in Puglia è uguale a quella di due ospedali medi, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno: "da gennaio a luglio, la spesa territoriale (le farmacie) è stata pari a 563 milioni di euro, praticamente la stessa del 2019. Ma con una dinamica interna che vede risparmi per le Asl di Brindisi, Bat, Lecce e Taranto e aumenti per tutte le altre".
Vito Montanaro
, direttore del Dipartimento regionale Promozione della salute, che ieri ha firmato la delibera, oggi ha incontrato i direttori generali di Asl, Policlinico e dei due Irccs del Barese, per affrontare nuovamente il problema.
I tecnici hanno analizzato tutte le delibere emanate dalla giunta regionale negli ultimi due anni per limitare la spesa e, concentrandosi sui singoli principi attivi, hanno dimostrato che la Puglia mostra un trend simile a quello nazionale con un'unica differenza: l'utilizzo dei farmaci generici è molto più basso della media nazionale e porta a squilibri di spesa.
Un esempio è l'utilizzo del farmaco l'Adalimumab, per allievare i dolori dell'artitrite. La media nazionale dell'utilizzo del farmaco originator è del 58% e del 42% del biosimilare, in Puglia per il biosimilare è del 5%. Un divario importante riscontrabile in molti altri esempi.
L'analisi di questi dati ha consentito alla Regione di consegnare dei prospetti precisi, per ogni singolo reparto, alle Asl. Il commento di Montanaro: «Nessuno vuole colpevolizzare il medico. Piuttosto è necessario una azione di confronto con le Asl e le direzioni delle farmacie territoriali. Siamo secondi in Italia per la spesa perché siamo ancora lontani sui livelli di prescrizione del generico. Ai direttori generali chiediamo di applicare con attenzione le delibere di giunta degli ultimi due anni, in una azione di confronto continuo tra le direzioni farmaceutiche e i medici prescrittori per invitarli a utilizzare le molecole generiche sia in reparto che alla dimissione».
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