Diritto

set52016

Sponsor di attività sportive: oneri o costi deducibili

La Commissione Tributaria Regionale competente, ribaltando la decisione del giudice di primo grado ha accolto le contestazioni proposte dalla farmacia che, in relazione al periodo di imposta 2008, si era vista destinataria di un accertamento fiscale con ripresa a tassazione di alcuni costi di sponsorizzazione sostenuti perché ritenuti non inerenti, indeterminati e relativi a prestazioni che l'Agenzia delle Entrate considerava non effettive. La contribuente aveva sottoscritto un contratto con una società per un importo di 30.000 mila euro per una azione di sponsorizzazione e pubblicità in gare automobilistiche e saloni di esposizione al fine di far conoscere la farmacia al di fuori del tradizionale contesto medico e sviluppare il mercato nei confronti della clientela giovanile. Il giudice di primo grado (commissione tributaria provinciale) aveva rigettato il ricorso proposto dalla contribuente. Il percorso argomentativo della Commissione Tributaria Regionale adita dalla farmacia è incentrato sul concetto di inerenza dei costi dichiarati dalla società, in ordine alla loro determinatezza e circa la fatturazione di attività effettivamente svolte da parte del soggetto emittente la fattura. Secondo il giudice d'Appello è indubbio che onerata della prova in ordine all'esistenza dei fatti che danno luogo ad oneri o costi deducibili e circa l'inerenza degli stessi all'attività professionale o d'impresa svolta, grava in capo alla contribuente che deve dunque dimostrare la correlazione fra la tipologia di spesa e l'attività aziendale, lo specifico mercato in cui opera, l'effettiva potenzialità della spesa a produrre utili o a incrementare i ricavi. La Farmacia, in sede di appello, in primo luogo aveva prodotto documentazione fotografica attestante l'apposizione, in una parte ben visibile di una vettura, del logo della farmacia di dimensioni consistenti e posto sulla fiancata. Nel caso di spese di carattere pubblicitario o di sponsorizzazione, diversamente da spese per beni o servizi che ineriscono direttamente con lo svolgersi dell'attività - quali ad esempio quelle per beni o servizi necessari all'impresa o per acquisto di tecnologie o beni d'investimento - il concetto di inerenza, ha osservato il giudice d'appello, si pone in maniera differente, in quanto la correlazione fra la spesa sostenuta ed i ricavi derivanti non può certamente essere diretta; si è in presenza di una spesa che ha certamente per obiettivo un maggior incremento dei ricavi, che può tuttavia esser ottenuto o meno in relazione a condizioni che dipendono da fattori esterni, nei cui confronti l'attività imprenditoriale può scarsamente incidere. Se è vero che il mercato che interessa la farmacia ha una dimensione territoriale limitata, tuttavia appare plausibile che il fatto che il nome dell'azienda sia legato a manifestazioni che, pur svolgendosi in altre parti dei territorio, tuttavia siano conosciute attraverso i mezzi di comunicazione anche da clienti potenziali che risiedano nell'ambito territoriale in cui insiste l'attività, possa risultare utile ad una maggiore conoscenza dell'attività e quindi ad un incremento del giro d'affari presso una parte della clientela che sia interessata da tali manifestazioni. In un tale caso, quindi, si rientra in pieno nella sfera di un'autonoma decisione dell'imprenditore, che "rischia" un investimento, aspettandosi dei ritorni in termini di ricavi e, in ultima analisi, maggiori utili. Un elemento rilevante per valutare la inerenza del costo sostenuto risulta non tanto l'ubicazione delle manifestazioni, quanto la consistenza dell'investimento in relazione al rischio d'impresa, e cioè il rapporto fra il costo sostenuto e la dimensione dei ricavi. Al riguardo, ha aggiunto la Commissione Tributaria Regionale è la stessa normativa relativa alle sponsorizzazioni in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni - di cui all'art. 90, comma 8, L. n. 289 del 2002 (legge finanziaria 2003) - che determina un tetto pari a 200.000,00 Euro per le spese di pubblicità volte alla promozione dell'immagine, al di sotto del quale vanno considerate non contestabili, dal punto di vista della loro deducibilità, le spese sostenute.

avv. Rodolfo Pacifico 
www.dirittosanitario.net
Per approfondire Commissione Tributaria Regionale Veneto Venezia 22.06.2016 su www.dirittosanitario.net
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