Sanità

dic122014

Stabilità, da Commissione Sanità timori per Lea e farmaci

Stabilità, da Commissione Sanità timori per Lea e farmaci
La riduzione dei trasferimenti finanziari alle amministrazioni regionali e comunali implicherà oggettivamente ulteriori misure di contenimento della spesa sanitaria, con timori per i Lea. È questo uno dei punti messi in luce nelle sei osservazioni che la commissione Igiene e sanità del Senato ha mosso al Ddl Stabilità dando comunque parere favorevole ma il fronte Regioni Governo rimane caldo, mentre il provvedimento è atteso in aula martedì. Tra i rilievi della Commissione «la necessità di azioni di monitoraggio e vigilanza sulla effettiva erogazione dei Lea e sui connessi profili di efficacia, qualità e sicurezza, anche mediante le incisive misure di commissariamento dei governi regionali e di decadenza dei vertici delle aziende sanitarie introdotte dal disegno di legge di stabilità». Importante il capitolo farmaci: «La disponibilità di farmaci ad altissima efficacia ed altissimo costo unitario per trattamento capaci di eradicare il virus della Epatite C, cambiando radicalmente la storia clinica dei soggetti infetti e i costi conseguenti al loro trattamento, rende improcrastinabile una misura specifica che, in coerenza con una strategia di approccio a tutti i farmaci innovativi, definisca, sulla base di percorsi diagnostico-terapeutici e priorità cliniche, una appropriata disponibilità economica e relative fonti di finanziamento». Attenzione poi al personale: da un lato «la particolare attenzione che opportunamente viene rivolta alle attività di governo dei farmaci e dei presidi biomedicali e degli ausili nella logica del technology assessment necessita di una attenta rivalutazione del ruolo, delle competenze e della funzionalità operativa dell'Istituto Superiore di Sanità e dell' Aifa quali riferimenti di eccellenza pubblica della ricerca e della valutazione di efficacia e sicurezza delle attività sanitarie di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. A tale fine appaiono indispensabili interventi di stabilizzazione relativamente al personale di tali strutture, personale di elevata qualificazione oggi impiegato con contratti di lavoro precari e condizionato dalle commesse di ricerca o valutazione a tali enti affidati». Dall'altro «il grande contributo che il Ssn ha concretamente dato all'opera di contenimento della spesa pubblica e dei sui riflessi sugli indici macroeconomici ha pesantemente gravato sulle condizioni di lavoro degli operatori ai quali vanno dati segnali di attenzione al loro status operativo, normativo e retributivo, a cominciare dalle situazioni più critiche sia nell' ambito ospedaliero (urgenze, emergenze, rianimazioni, trapianti, alta specialità) che in quello delle cure primarie (cure domiciliari integrate ai non autosufficienti, oncologici, psichiatrici)». Ma al di là del parere della commissione, resta caldo il fronte Regioni Governo, dal quale si attendono i rilievi, e anche all'interno delle Regioni sono forti i dissidenti, che già nella giornata di ieri avevano detto a chiare lettere il loro no ai tagli, a partire dalla Puglia, ma anche Veneto e Lombardia, che hanno posto condizioni.

Francesca Giani

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