Sanità

dic222015

Stabilità è legge, ok a Mur in farmacia in un quadro di rigore

Stabilità è legge, ok a Mur in farmacia in un quadro di rigore
Oltre mille commi e nuove disposizioni per 35,4 miliardi di euro: sono i numeri della Legge di Stabilità per il 2016, che ribadisce per il Fondo sanitario nazionale lo stanziamento di 111 miliardi nel 2016 - di cui 800 milioni per i nuovi livelli essenziali di assistenza - più 500 milioni di fondo extra per i farmaci innovativi in farmacia. Spiccano il varo, a livello statale, del progetto Medicine use review per il monitoraggio delle cronicità sui pazienti e spiragli sulle assunzioni di personale in ospedale. Partiamo da qui. Medici, infermieri e tecnici in corsia, sulla carta solo loro, festeggiano 4 mila probabili assunzioni per far fronte ai carichi di lavoro "abbandonati" con l'applicazione della direttiva europea sugli orari e i riposi. Inoltre, è confermato lo stanziamento di 57 milioni di euro per il 2016, 86 milioni per il 2017 e ben 126 milioni per il 2018 che scenderanno a 90 annui dal 2019. Quest'ultima norma intende aumentare i contratti di formazione specialistica dei soli medici, in vista del pensionamento di numerosi camici bianchi. Ma qui un ordine del giorno, approvato all'uscita dal Senato a firma del presidente Fofi Andrea Mandelli sottolineando che, malgrado la previsione di un ordinamento didattico unico, «emergono disparità di trattamento contrattuale tra le due categorie di soggetti» (medici e non medici, ndr), vincola il Governo a valutare l'opportunità di estendere il riconoscimento del contratto di formazione a tutti i laureati inclusi nel decreto Miur 68/2015, inclusi i farmacisti per aree come la farmacia ospedaliera.
Più concretamente operativa da gennaio è la misura relativa allo stanziamento di un milione per sostenere nel 2016 il progetto sperimentale Medicine use review (Mur) volto a monitorare la compliance dei pazienti asmatici in tutta Italia. Soddisfatto il presidente Fofi Andrea Mandelli che nell'Mur vede la riprova di un valore aggiunto nel farmacista, e non solo nel farmaco, a tutela della salute del cittadino.
Al di là delle misure elencate, la manovra 2016 in tema di sanità contiene per lo più sacrifici. Tra gli altri: le regioni devono individuare gli ospedali - e dal

2017 le Asl - che hanno speso dal 10% in su di quanto han ricavato, (o dai 10 milioni in più in su) o che non hanno rispettato i parametri relativi a volumi, qualità ed esiti delle cure. Entro giugno gli enti "attenzionati" presenteranno alla Regione un piano di rientro triennale. Il direttore generale decadrà automaticamente in caso di "no" al piano di rientro o di esito negativo della verifica annuale. All'articolo 330 si impone agli enti sanitari di utilizzare per gli acquisti le centrali regionali di committenza o la Consip. La misura va coordinata con quelle previste dalla manovra 2015 che prevede la rinegoziazione al ribasso dei contratti di fornitura, e chiede che le industrie del farmaco e del presidio medico ripianino il 40% dello sforamento 2015, il 45% nel 2016 e il 50% dal 2017. Le manovre precedenti avevano imposto anche un -2% dei tetti per la spesa ospedaliera privata ma la nuova consente deroghe per le prestazioni di alta specialità.
Le conseguenze della stretta si fanno sentire in parte anche sui cittadini che, ove fruiscano di cure termali, dovranno versare un ticket da 55 euro in su a meno non siano invalidi civili al 100%, di guerra o per servizio. Se un paziente emigra in un'altra regione per le cure gli si applicherà la tariffa della regione che lo cura se inferiore o pari alla tariffa minima nazionale, evitando tariffe diverse in base alla regione di provenienza. Ci sono infine stanziamenti "a pioggia" a enti di ricerca e Fondi mirati per capitoli chiave quali la lotta alla povertà, dove arrivano 380 milioni con priorità alla tutela materno-infantile, e la non autosufficienza, che avrà altri 150 milioni sul fondo, mentre 90 milioni vengono destinati al sostegno delle persone disabili gravi senza legami familiari. Sono previsti il raddoppio del fondo malattie rare e altri fondi per arginare i disturbi dello spettro autistico e per avviare i disabili al lavoro.

Mauro Miserendino


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