Sanità

nov242015

Stabilità, inizia l'esame del provvedimento. Due novità su contratti specializzandi e protesi

Stabilità, inizia l’esame del provvedimento. Due novità su contratti specializzandi e protesi
Estendere i contratti dei medici specializzandi ai farmacisti, chimici, biologi e fisici neolaureati ed evitare che l'estensione alle protesi delle gare al ribasso porti a un mercato impoverito dove non tutti i pazienti trovano l'ausilio che cercano: passato l'esame della legge di stabilità al Senato, alla vigilia del voto alla Camera, i senatori Andrea Mandelli (Forza Italia) e Luigi D'Ambrosio Lettieri (gruppo conservatori e riformisti) si sono visti accettare dal governo quattro ordini del giorno. Due sono di un certo impatto in ambito sanitario. Il primo riguarda i contratti di formazione specialistica: il decreto dei ministeri di Salute e Università del 4 febbraio 2015 che riforma le aree di specializzazione sanitaria contiene tutte le branche cui si può accedere con lauree non mediche; allo stato dei fatti però, riporta l'ordine del giorno, malgrado la previsione di un ordinamento didattico unico "emergono disparità di trattamento contrattuale tra le due categorie di soggetti" (medici e non medici, ndr). La bozza di legge di stabilità all'articolo 5 comma 7 stanzia 57 milioni di euro per il 2016, 86 milioni per il 2017 e ben 126 milioni per il 2018 come aggiunta per aumentare i contratti di formazione specialistica dei medici, in vista del pensionamento di numerosi camici. Il Governo tuttavia, secondo i promotori, dovrebbe valutare l'opportunità di estendere il riconoscimento del contratto di formazione a tutti i laureati inclusi nel decreto Miur 68/2015. Il secondo ordine del giorno impegna il governo a monitorare le ricadute sui pazienti degli effetti dei nuovi elenchi di protesi per "evitare che gli acquisti effettuati con il meccanismo della gara producano la conseguenza di impedire la scelta del dispositivo più adatto alla singola persona".

Il Dpcm sui livelli essenziali di assistenza del 2015 inserisce in elenco nuove protesi acustiche, apparecchi per il riconoscimento vocale, piedi a restituzione d'energia, domotica, e include tra i beneficiari pazienti con patologie rare e malati e disabili in assistenza domiciliare integrata; ma a fronte di ciò il nomenclatore tariffario è fermo al 1999 (decreto 332) e la commissione di aggiornamento prevista per i precedenti livelli essenziali di assistenza non ha più fatto il suo dovere, tant'è vero che la legge di stabilità in arrivo la ricostituisce con il presupposto che ogni anno dovrà aggiornare l'elenco dei Lea e delle categorie beneficiarie. I firmatari dell'Odg ricordano che "il mancato accesso al nomenclatore preclude l'accesso a strumenti tecnologicamente più avanzati". Occorre un cambio di passo. Nei giorni scorsi il governo ha dato l'ok alla richiesta di togliere l'Irap ai medici di famiglia, avanzata tramite Odg a firma della senatrice Pd Laura Fasiolo. Le misure chieste non entrano automaticamente nel dispositivo della legge in fase di approvazione o nel maxiemendamento, com'è invece accaduto per il Fondo per i farmaci innovativi (500 milioni l'anno per due anni), ma vincolano il Governo ad interpretare la legge nel senso richiesto o a legiferare in modo consequenziale.
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