Sanità

nov52015

Stabilità: le Regioni sospendono giudizio in attesa esiti tavoli con Governo

Stabilità: le Regioni sospendono giudizio in attesa esiti tavoli con Governo
Sospendere il parere sulla legge di Stabilità in attesa di verificare l'esito dei tavoli su governance dei farmaci e costi standard aperti all'indomani dell'incontro di ieri con il Governo, da cui potrebbero derivare risparmi e su cui lo stesso Governo si è impegnato a valutare le ricadute economiche anche negli anni successivi. È questa la decisione presa dalla Conferenza delle Regioni di oggi e a darne notizia è il presidente, Sergio Chiamparino, in conferenza stampa. Anche perché, spiega, «al tempo stesso ci sono una serie di emendamenti tecnici che stiamo presentando e che sono senza impatto finanziario». Mentre «sui numeri, c'è un impegno da parte del Governo a fare una verifica, come da nostra richiesta. Ora ne vedremo l'esito». Complessivamente la stima è di chiudere «entro i tempi dell'approvazione della legge di Stabilità nella sua lettura definitiva, che immagino sarà quella della Camera». Per quanto riguarda l'incontro di ieri con il Governo, come si legge nel notiziario delle Regioni, «per ora i saldi della Legge di Stabilità non cambiano: un miliardo in più per il Fondo sanitario, che ammonta quindi per il 2016 a 111 miliardi». Ma per Chiamparino ieri «si è definita un'intesa di percorso e anche di merito per alcuni aspetti». E ancora: «Abbiamo definito una dead-line per capire le possibili novità alla luce di un lavoro che sarà fondamentale, visto che tra l'altro si occuperà anche di centralizzazione degli acquisti, soprattutto per capire le ricadute finanziarie di questo lavoro e quindi capire se il miliardo mancante può essere implementato nel 2016 o se si possono fare interventi sulla pluriennalità». Per quanto riguarda infine il decreto salva-regioni - domani al Consiglio dei Ministri - «non è decreto che distribuisce soldi, ma di interpretazione di norme contabile». Sarà «una sorta di escamotage tecnico per evitare il buco complessivo da 20 miliardi che si prospetta per le casse di quasi tutte le Regioni che hanno usato per altri scopi i fondi assegnati per pagare i fornitori (i cosiddetti debiti della Pa)».

Francesca Giani
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