Sanità

nov32015

Stabilità, Regioni: in sanità tagli per 14,7 miliardi. Critiche anche dalla Corte dei Conti

Stabilità, Regioni: in sanità tagli per 14,7 miliardi. Critiche anche dalla Corte dei Conti
La Sanità contribuirà nel 2016 alla manovra con tagli cumulati pari a 14.706 milioni di euro, di cui 4,3 miliardi solo nel biennio 2015-2016 pari al 30% circa dei tagli dell'ultimo quinquennio. Lo scrivono le Regioni nel documento consegnato alle Commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera. «L'importo del Fondo sanitario nazionale 2016 conferma una contrazione in valore assoluto dell'1,8% a fronte di una crescita del Pil nominale del 1,47% (Pil programmatico); l'incidenza del Fondo sanitario nazionale sul Pil è al livello più basso dall'inizio del decennio al 6,6% del Pil». Il Patto per la salute 2014-2016 - ricordano i governatori - all'articolo 1 prevedeva il Fondo sanitario nazionale a 115.444 milioni per il 2016 "salvo eventuali modifiche che si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e a variazioni del quadro macroeconomico". Ma, fanno notare i presidenti delle Regioni, per quanto riguarda gli obiettivi di finanza pubblica «il Ddl stabilità ha scelto di aumentare il deficit; per quanto riguarda invece il quadro macroeconomico è tendenzialmente positivo!». Sul tema è intervenuto il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino ribadendo come «per far fronte a una serie di esigenze che il Servizio sanitario ha davanti a sé, abbiamo bisogno di risorse maggiori di quelle che ci vengono concesse. «Non siamo alla ricerca di disfide di Barletta o di bracci di ferro con il governo» ha aggiunto, soddisfatto della convocazione da parte del premier: «gli porteremo gli argomenti per chiedere modifiche della finanziaria e ci auguriamo un confronto proficuo e costruttivo». Nel frattempo proseguono le audizioni e anche la Corte dei Conti ha manifestato la sua perplessità. Secondo la magistratura contabile, infatti, la scelta di politica economica fatta dal Governo nella legge di Stabilita «utilizza al massimo gli spazi di flessibilità disponibili, riducendo esplicitamente i margini di protezione del conti pubblici, e lascia sullo sfondo nodi irrisolti (clausole, contratti pubblici, pensioni) e questioni importanti (quali il definitivo riassetto del sistema di finanziamento delle autonomie territoriali».

Marco Malagutti
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