Sanità

ott82015

Stabilità, tra Governo e Regioni partita aperta. Resta tegola tagli di Monti

Stabilità, tra Governo e Regioni partita aperta. Resta tegola tagli di Monti

Una partita aperta. È questo quanto emerge dalla conferenza delle regioni straordinaria di ieri che avrebbe dovuto mettere qualche tassello in preparazione dell'incontro di martedì prossimo con il Governo in cui si parlerà di Legge di Stabilità. Sì perché se già il timore delle Regioni è che il miliardo in più rispetto a quest'anno che il Governo sembrerebbe disposto a mettere nel Fondo sanitario nazionale (contro però i 3,3 miliardi di aumento che erano stati previsti, a fronte di farmaci innovativi, aggiornamento Lea, contratti, e quant'altro) non sia sufficiente, figuriamoci poi se, come sottolineato da Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni, al termine della riunione dei Governatori, si considerano i tagli ereditati dalla Finanziaria di Monti, che ammontano a circa 2,2 miliardi di euro. Tanto che per Chiamparino diventa fondamentale capire come verranno assorbiti: «Se dovessero cadere sul comparto Regioni così com'è vorrebbe dire azzerare completamente i fondi». Per questo l'incontro di martedì sembra essere decisivo: «Stiamo trattando» garantisce Chiamparino e «abbiamo fatto proposte». Intanto dal presidente del Veneto, Luca Zaia, arriva un nuovo affondo: «Questo governo, è bene ricordarlo, ha tagliato il 36% delle risorse alle Regioni a fronte del 12-13% ai Ministeri. Inoltre noto che non si ha il coraggio di applicare i costi standard, grazie ai quali sarebbero possibili risparmi per circa 30 miliardi di euro di interessi per il debito pubblico».

Francesca Giani


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