Sanità

giu232018

Stagione estiva, coprire i picchi di lavoro. Ecco le forme contrattuali idonee

Stagione estiva, coprire i picchi di lavoro. Ecco le forme contrattuali idonee
La stagione turistica è alle porte e, soprattutto in alcuni territori, è motore di una ridistribuzione (e un aumento) della popolazione, con zone, come quelle costiere, che vedono crescere sostanziosamente la presenza di persone e altre, invece, al contrario, sottoposte a uno svuotamento. Un fenomeno di cui le farmacie tengono conto e se, nei mesi estivi, «si può assistere a un picco di occupazione», resta da capire che effetto potrà avere la legge Concorrenza che ha tolto il limite di quattro licenze per ogni società titolare di farmacia, introducendo un tetto del 20% sul territorio regionale. «Di fronte a picchi di lavoro» fa il punto Vincenzo Filardo, avvocato e consulente del Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari (Sinasfa), «si possono aprire, sostanzialmente, due possibilità: lo spostamento di personale da una sede all'altra o verso il dispensario, laddove presente, o l'ampliamento dell'organico attraverso il contratto a tempo determinato o la partita iva, a seconda della tipologia di rapporto che si pensa di instaurare. Allo stato attuale, non esistono altre possibilità, anche se non mancano segnalazioni, proprio per coprire questi periodi, di uso del tirocinio, che ricordiamo, secondo l'accordo Stato Regioni del 2017, che ha aggiornato le linee guida, non è attivabile per farmacisti abilitati».

Certamente, continua, «per il collaboratore la formula auspicabile, in questi casi, è il contratto a tempo determinato e, in effetti, si assiste, normalmente, a un picco occupazionale nei periodi ad alta intensità turistica. Mentre la partita iva, soprattutto per chi non la usa abitualmente, presenta costi che vanno valutati se il periodo di utilizzo è breve. Non è infrequente, come dicevo, il ricorso alla formula dello spostamento di sede, consentita dall'attuale contratto, anche perché può essere uno strumento per la farmacia per riequilibrare l'organico in base alle richieste del territorio. Uno strumento previsto, laddove le motivazioni della richiesta da parte del datore di lavoro siano basate su esigenze organizzative ed economiche, come appunto, in questa casistica, e non siano arbitrarie». C'è tuttavia «una riflessione da fare: lo strumento può avere un forte impatto sulla qualità di vita del dipendente e l'attuale contratto, che ci auguriamo venga rinnovato al più presto, è stato formulato con i limiti normativi precedenti, sconvolti, poi, dalla Legge Concorrenza. Nel momento in cui dovessero iniziare a prendere piede catene di farmacie, composte da un alto numero di sedi e estese dal punto di vista territoriale, è chiaro che diventa imprescindibile rivedere lo strumento, prevedendo paletti e tutele per i dipendenti».


Francesca Giani
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