Sanità

apr302019

Stati generali Parafarmacie, ok a Linee guida per consiglio al paziente e Ccnl di categoria

Stati generali Parafarmacie, ok a Linee guida per consiglio al paziente e Ccnl di categoria
Non c'è solo la farmacia non convenzionata tra le proposte avanzate nel delle parafarmacie, ma ci sono anche l'adozione di "Linee guida per il consiglio al paziente" per patologie quali melanoma, prevenzione cardiovascolare, gestione della sindrome influenzale, faringotonsillite, e la lotta all'abusivismo. Sono questi alcuni degli spunti che emergono dalla seconda edizione degli "Stati generali delle parafarmacie e del farmacista libero", organizzati ieri a Roma, presso l'Università la Sapienza, dalla Federazione nazionale parafarmacie italiane e dal Movimento nazionale liberi farmacisti-Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane, dai cui vertici è stata anche ribadita la richiesta, in caso di assunzioni, di applicare solo il Contratto nazionale di categoria (Contratto nazionale dei dipendenti di farmacia privata) ed esternata la preoccupazione per un rinnovo che non viene effettuato da «sei anni e 86 giorni». «Le parafarmacie in Italia» ha fatto il punto Davide Gullotta, tornato presidente della Fnpi, avvicendandosi a Matteo Branca, «sono oltre 4.300 e, nonostante una crisi economica ancora forte e un Pil praticamente fermo allo 0,2% di crescita, aumentano di numero e di fatturato. Le parafarmacie della GDO sono meno del 10 % del totale e quelle appartenenti a titolari di farmacia o agli stessi riconducibili sono una minoranza». Queste attività hanno generato «oltre 10.000 posti di lavoro» e questo nonostante una «minima liberalizzazione dei farmaci Sop/Otc, pari a circa il 12% del mercato del farmaco». Per questo «ci rivolgiamo al Ministro della Salute, Giulia Grillo, chiedendole di guardare alle esperienze dei farmacisti in parafarmacia che, nonostante ostacoli e continue minacce di chiusura, continuano a investire sulla propria professione e ad assumere colleghi».

Ma durante l'evento è stato presentato un Manifesto delle parafarmacie, con le proposte di riforma del settore della distribuzione del farmaco. Al centro, la farmacia non convenzionata: «un sistema duale di distribuzione del farmaco» ha spiegato Fabio Romiti, vicepresidente Mnlf, «ove, accanto alle tradizionali farmacie convenzionate con il S.S.N., ci siano quelle non convenzionate, in cui possano essere dispensati tutti i farmaci, anche quelli con ricetta, pagati direttamente dal cittadino» ed erogati «tutti i servizi previsti dalla legge 153/2009: autoanalisi, prenotazioni di visite e diagnostica, elettrocardiogramma a distanza».
Con però alcuni paletti: «nella proprietà, con il 51% in capo a farmacisti, e nella distribuzione territoriale, con il divieto di apertura per le nuove farmacie non convenzionate nei piccoli comuni sede di farmacie sussidiate e con la distanza minima di 200 metri rispetto alle altre sedi».

Le linee guida per il consiglio
E una novità, contenuta nel Manifesto, è «l'adozione da parte delle parafarmacie di alcune Linee Guida per il consiglio al paziente» che potranno riguardare «melanoma, prevenzione cardiovascolare, gestione della sindrome influenzale, fariongotonsillite solo per citarne alcune» secondo quanto formulato «da società scientifiche come l'inglese Nice (National Institute For Health and Care Excellence)».

Contratto nazionale di categoria
Al centro della discussione, poi, c'è stato anche il contratto da applicare ai dipendenti in caso di nuove assunzioni: essendo la parafarmacia un negozio di vicinato, non è vincolata all'applicazione del Ccnl dei dipendenti di farmacia privata - stipulato da Federfarma e le sigle confederali -, e, in particolare nelle catene e nei corner della Gdo, viene utilizzato, come segnalato spesso dai sindacati, il contratto del commercio. E, a questo proposito, dai vertici della Fnpi e del Mnlf è partito l'invito a tutti i titolari di parafarmacia di applicare sempre il contratto di categoria. E sempre in tema di contratto è stata espressa e ribadita la preoccupazione per un rinnovo che non avviene da «6 anni e 86 giorni e per la condizione ormai non più sopportabile dei lavoratori che hanno visto diminuire fortemente il loro potere d'acquisto».

Lotta all'abusivismo professionale
Infine, dalle parafarmacie è stato ribadito «il principio che ove viene dispensato un farmaco ci deve essere un farmacista, con l'idea, che aveva già trovato spazio in alcuni emendamenti presentati lo scorso anno, di obbligare, pena la perdita dell'accreditamento, le case di cura private, quelle per anziani e ogni altra struttura privata ad avere in organico la figura del farmacista» ed è stata lanciata anche una proposta «diretta a combattere l'abusivismo professionale e la consegna di farmaci senza ricetta: il divieto per chi non è laureato di consegnare qualsiasi tipo di farmaco anche se ciò avviene sotto il controllo e la presenza del farmacista e l'adozione della ricetta elettronica digitale per tutte le ricette ripetibili e non ripetibili al fine di tracciare la dispensazione del farmaco, combattere l'antibiotico resistenza e porre fine alla consegna di farmaci senza ricetta medica».

Francesca Giani

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