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nov212016

Statine nella prevenzione cardiovascolare primaria, le linee guida degli specialisti

Statine nella prevenzione cardiovascolare primaria, le linee guida degli specialisti
La U.S. Preventive Services Task Force (Uspstf) ha appena dato alle stampe l'aggiornamento delle raccomandazioni sull'uso delle statine per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari negli adulti. Il documento, pubblicato sulla rivista Jama, raccomanda di iniziare il trattamento ipolipemizzante con dosi basse o moderate nei soggetti di età compresa tra 40 e 75 anni senza storia di malattia cardiovascolare (Cvd), ma con uno o più fattori di rischio tra cui dislipidemia, diabete mellito, ipertensione arteriosa o fumo di sigaretta. «Per iniziare la terapia con statine in assenza di storia di malattia cardiovascolare è anche necessario avere un rischio stimato di eventi cardiovascolare a 10 anni del 10% o superiore» precisa la vicepresidente della task force Kirsten Bibbins-Domingo, coautrice del documento, mettendo in chiaro che si tratta una raccomandazione di tipo B, ovvero con un'elevata certezza di un beneficio moderato, o una certezza moderata di un beneficio significativo. Non esistono invece, secondo gli autori, studi sufficienti per valutare il rapporto tra rischi e benefici dell'inizio di un trattamento con statine una volta superati i 76 anni.

«Le nuove linee guida Uspstf sono state pubblicate in bozza dal 22 dicembre 2015 al 25 gennaio 2016 sul sito Uspstf per eventuali commenti, e in risposta ad alcune domande del pubblico è stato chiarito che la raccomandazione dell'uso di dosi da basse a moderate si basa sul fatto che la maggior parte degli studi sono stati condotti con questi dosaggi» aggiunge l'autrice, precisando che l' Uspstf ha trovato prove convincenti che l'uso di statine a dosi basse o moderate riduce la probabilità di infarto o ictus ischemico e la mortalità per tutte le cause negli adulti età da 40 a 75 anni in modo direttamente proporzionale all'eccesso di rischio cardiovascolare. «Infine, dall'analisi della letteratura sono emerse prove sufficienti per affermare con ragionevole sicurezza che i danni collaterali del trattamento con statine a dosi basse o moderate iniziato tra 40 e 75 anni sono di modesta entità» conclude Bibbins-Domingo.

Jama. 2016. doi: 10.1001/jama.2016.15450
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27838723
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