Sanità

apr122016

Stipendi farmacisti fermi, in 11 anni incremento di 300 euro

Stipendi farmacisti fermi, in 11 anni incremento di 300 euro
Dal 2005 al 2016 l'incremento medio mensile dello stipendio di un farmacista è stato circa 300 euro, una variazione che non sembrerebbe essere andata di pari passo con l'aumento del costo della vita, ma che è in linea con i più recenti dati Istat secondo i quali, per la prima volta negli ultimi 10 anni, la media nazionale degli stipendi nel 2014 è più bassa rispetto al 2004. È quanto spiega a F33 il presidente del Sindacato Nazionale dei Farmacisti non Titolari Francesco Imperadrice, sulla base dei dati ufficiali raccolti dalla Sinasfa relativi ai contratti collettivi nazionali del lavoro dei farmacisti attivi negli anni indicati. Negli ultimi 11 anni lo stipendio di un farmacista che lavora in una farmacia urbana privata e che ha più di 12 anni di esperienza ha subito un incremento di 311,29 euro mensili, passando da 1.708,68 euro (paga base, indennità speciale quadri, contingenza, ecc.) a 1.989,97 con l'attuale Ccnl, siglato a novembre 2011 ma in realtà scaduto a gennaio 2013. Si discosta di poco l'aumento per gli specialisti più giovani (dai 2 ai 12 anni di esperienza), 299,37 euro mensili. A fare la differenza in busta paga dovrebbe essere l'anzianità con scatti previsti pari a 25,82 euro mensili con scadenza biennale, ma, stando a quanto precisa Imperadrice, sembrerebbero non essere sempre applicati: «Per chi cambia farmacia è molto difficile che venga mantenuta l'anzianità, e non è neanche scontato che venga effettivamente applicata pur rimanendo nella medesima struttura».

Secondo il presidente Sinasfa, la crisi del settore farmacia avrebbe spalancato le porte ad un altro fenomeno che a sua volta aggrava la posizione sia dei farmacisti dispendenti che dei neo-laureati, ovvero l'utilizzo indiscriminato del meccanismo del tirocinio. «La diffusione a macchia d'olio di questa pratica per accedere a mano d'opera a prezzi agevolati piuttosto che per formare i neo-laureati a scopo assuntivo non è solo scorretto per i tirocinanti, ma inquina anche il lavoro dei colleghi - sottolinea Imperadrice - Questo fenomeno ha contribuito ad abbassare la media degli stipendi e non solo: negli ultimi anni ho visto colleghi con esperienza lavorativa costretti a rinunciare ad un contratto full time in favore di un part-time pur di non perdere il lavoro, per poi venire affiancati da tirocinanti sottopagati e sostituiti a rotazione", sottolinea. Una situazione alla quale attualmente l'Università del Piemonte ha cercato di porre rimedio applicando una policy che non consente l'iscrizione all'Ordine per i laureati in Farmacia che vogliono fare uno stage in farmacia, e non consente agli iscritti di fare uno stage, pena il decadimento dell'iscrizione».

L'auspicio di Imperadrice è che l'entrata dei capitali nel settore possa generare nuove aspettative contrattuali per i farmacisti: «Spero che le cose possano andare diversamente con l'arrivo sul mercato italiano di Walgreens Boots Alliance, che quasi sicuramente avverrà con l'entrata in vigore della nuova Legge - afferma Imperadrice - Nei loro contratti esteri ci sono anche delle forme di incentivi per i dipendenti che non sono legate al fatturato - anche perché non lo accetteremmo - ma che si basano sull'innalzamento dell'asticella della professionalità, vengono presi in considerazione parametri come il grado della soddisfazione della clientela».


Attilia Burke
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