Scienza

giu12010

Studiato il recettore che influenza gli SSRI

Terapie più mirate ed efficaci contro la depressione per i pazienti che non rispondono ai trattamenti attualmente disponibili. E' quanto promette uno studio dell'università del Michigan (Usa), che hanno studiato un recettore chiave del cervello, che influenza l'efficacia dei farmaci antidepressivi appartenenti alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). I risultati, pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences, aprono dunque le porte a terapie in grado di assicurare benefici maggiori, con meno effetti collaterali: quasi 21 milioni di americani affetti da depressione attualmente non ottengono i risultati sperati con i medicinali disponibili. Gli SSRI, sottolineano gli autori dello studio, agiscono attraverso gli oltre 20 recettori della serotonina presenti nel cervello. Ma il team di studiosi ha mostrato che in particolare il recettore 5ht1 è collegato con il comportamento non depresso e non ansioso nei modelli animali. �Piuttosto che attivare tutti i recettori, come fanno questi farmaci - spiega il farmacologo Richard Neubig, uno degli autori del lavoro - ci si potrebbe concentrare sul recettore chiave, che la nostra ricerca ha mostrato essere molto importante nel comportamento non depresso�.
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