Sanità

apr212017

Superticket, si ragiona sull'abolizione ma servono almeno ottocento milioni

Superticket, si ragiona sull’abolizione ma servono almeno ottocento milioni
Spunta la possibilità di far pagare i pazienti non urgenti al pronto soccorso - non più i soli codici bianchi ma pure i verdi - al tavolo sulla revisione dei ticket. Servirebbero 830-900 milioni per sostituire l'importo oggi assicurato al Ssn dai superticket da 10 euro a ricetta introdotti nel 2011. Al tavolo ministero della Salute e regioni ci stanno pensando, perché - dice l'Assessore Veneto Luca Coletto - «i ticket sulle visite specialistiche hanno creato disuguaglianze tra i cittadini. Stiamo cercando di fotografare la realtà regionale per eliminare le diseguaglianze e avere un introito almeno uguale all'attuale». Il Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Antonio Saitta, conferma che l'obiettivo è arrivare ad una proposta nel minor tempo possibile. Ma ci vuole tempo per capire come vengano pagati dai pazienti i 10 euro di ticket introdotti su ogni ricetta sei anni fa. Molte Regioni ma non tutte hanno applicato il superticket a partire da ricette del costo di oltre 10 euro. Valle d'Aosta, Province di Trento e Bolzano a statuto speciale hanno rifiutato il superticket, quelle in piano di rientro hanno accolto i 10 euro in modo indiscriminato (Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e tra le "sane" il Friuli Venezia Giulia); Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Marche e Veneto hanno modulato il ticket già pagato dai cittadini in base al reddito; infine Lombardia, Piemonte, Basilicata, Campania hanno cambiato il ticket originario modulandolo in base alla complessità della prestazione. Dal superticket in realtà dovrebbero essere sempre esenti bambini e anziani con redditi familiari annui sotto i 36.150 euro (ma in alcune regioni si tiene conto del reddito Isee come in Friuli VG e l'impianto salta). E ancora dovrebbero essere esenti disoccupati, pensionati sociali e pensionati al minimo con familiari a carico e reddito entro 8.260 euro, aumentato in base al numero dei familiari; i malati cronici e i cittadini con malattie rare in possesso di attestato Asl; gli invalidi civili, di guerra, per lavoro e per servizio, le vittime del terrorismo.

Il tavolo governo-regioni, previsto dall'articolo 8 del patto salute governo regioni non ragiona sul solo superticket ma su tutto l'universo ticket. E qui ci sono problemi ulteriori, più si scava sulle compartecipazioni consolidate più è arduo calcolare i proventi perché da una regione all'altra cambia pure il criterio di esenzione dal ticket su farmaci ed esami. Nelle regioni del centro-nord a maggioranza di centrosinistra si paga in base al reddito annuo, in Veneto pure ma si usano scaglioni completamente diversi, in Friuli VG si usa l'Isee. Sulla partita arriva un monito dal coordinatore degli assessori regionali agli Affari finanziari, il lombardo Massimo Garavaglia, preoccupato per la sottostima del Fondo sanitario nazionale: «Il ticket (inclusi 830-900 milioni di superticket ndr) vale circa 3 miliardi di euro in un fondo sanitario già sottofinanziato. Senza risorse aggiuntive non si può fare, serve una copertura».

«Noi abbiamo chiesto l'abrogazione del superticket che non giova né al cittadino, il quale trova prestazioni di minor costo, analoghe, nel privato (ma molti rinunciano alle cure) né al Ssn visto che è documentato il calo delle prestazioni ambulatoriali offerte e del relativo gettito a causa di questi 10 euro a ricetta», dice Tonino Aceti coordinatore del Tribunale del Malato a Doctornews. «Ma non siamo neanche favorevoli a un ticket sui codici verdi che rappresentano il 70% degli accessi in pronto soccorso; già il ticket lo pagano i codici bianchi per prestazioni definite "differibili", aggredire il grosso degli utenti del Ps, tra i quali c'è anche il dolore al petto (si tratta di urgenze non differibili) vuol dire fare cassa in modo indiscriminato, ma le cose in questo modo per i cittadini non cambierebbero. Il codice verde è una via d'accesso appropriata al Ps, se lo tassiamo costruiamo una sanità privata». Come coprire l'ammanco da abolizione del superticket? «Intanto le regioni non hanno contezza esatta dell'importo del superticket, il globale si potrebbe aggirare non sugli 830 milioni di euro indicati ma su circa 500 milioni, e con il passaggio a prestazioni ambulatoriali con ticket di alcuni livelli essenziali d'assistenza ieri erogati in day hospital, molti quattrini verranno recuperati dal Ssn. Che, abolito il superticket, potrà giovarsi anche di un ritrovato incremento delle prestazioni effettuate, anche di quelle con ticket. A questa partita potrebbe essere destinata quota parte delle entrate derivanti dallo svolgimento della libera professione intramoenia. Ci piacerebbe che su questo tema fossero coinvolte al tavolo le organizzazioni dei cittadini.


Mauro Miserendino
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